Nasce, presso il Comitato per il recupero e la restituzione dei beni culturali, il Gruppo di lavoro per lo studio e la ricerca sui beni culturali sottratti in Italia agli ebrei tra il 1938 e il 1945 a seguito della promulgazione delle leggi razziali. Al Gruppo di lavoro è affidato il compito di svolgere attività di ricognizione, ricerca e individuazione dei beni culturali sottratti alla comunità ebraica e ai singoli cittadini ebrei nel periodo delle persecuzioni razziali. Il ministro Dario Franceschini ha firmato il decreto che istituisce il Gruppo lo scorso 17 luglio.

La notizia era stata data dal comandante generale dei Carabinieri Giovanni Nistri intervenendo alla firma del protocollo di intesa tra il Comando Tutela Patrimonio Culturale dell’Arma e la Comunità Ebraica di Roma presso i giardini del Tempio Maggiore di Roma lo scorso 24 giugno. L’idea viene da lontano: esattamente un anno fa, il Comitato aveva disposto la nascita del Gruppo di lavoro. All’epoca l’allora ministro Alberto Bonisoli aveva commentato: “Con l’avvio di questo gruppo di lavoro, e grazie alla collaborazione con l’UCEI, potremo portare all’attenzione del Comitato i casi di spoliazioni di beni culturali ai danni delle comunità ebraiche italiane. Lavoreremo con molto impegno affinché questi pezzi di patrimonio e di memoria tornino alle famiglie e alle comunità, che tanto hanno sofferto, in uno dei periodi più bui della storia italiana”.

LA COMPOSIZIONE DEL GRUPPO

Il Gruppo di lavoro è composto da Alessandra Barbuto, in rappresentanza della Direzione generale Archeologia, belle arti e paesaggio, con funzioni di coordinatore; Simona De Gese, in rappresentanza della Direzione generale Biblioteche e diritto d'autore; Maria Idria Gurgo, in rappresentanza della Direzione generale Archivi; Gaetano Petraglia, in rappresentanza dell’Archivio Centrale dello Stato; Valerio Marra, in rappresentanza del Comando Carabinieri tutela patrimonio culturale; Micaela Procaccia, in rappresentanza dell’Unione delle comunità ebraiche italiane; Amedeo Spagnoletto, in rappresentanza dell’Unione delle comunità ebraiche italiane.

Il Gruppo di lavoro può invitare a partecipare alle proprie riunioni, di volta in volta, esperti individuati in ragione di specifiche esigenze di approfondimento. La partecipazione all’attività del Gruppo di lavoro, anche da parte degli esperti, non dà titolo a compensi, gettoni di partecipazione, indennità o rimborsi di alcun tipo. Il Gruppo di lavoro riferisce periodicamente al Comitato.

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