Palazzi storici e chiese vuote, cascine e baite di montagne dimenticate, spazi industriali e produttivi dismessi, edifici pubblici chiusi, parti di città e aree aperte che riprendono vita, rinascendo come luoghi di cultura e di comunità: queste le sfide a cui lavorano i 15 spazi finalisti del bando “culturability”. Sono stati selezionati fra oltre 480 candidati provenienti da tutta Italia alla call, promossa dalla Fondazione Unipolis, per sostenere il consolidamento dei migliori centri culturali italiani nati da processi di rigenerazione, luoghi in cui si sviluppano processi di innovazione culturale con impatto sociale e civico, e si sperimentano nuove logiche di collaborazione con le comunità locali. Un’infrastruttura culturale di prossimità e cura importante, da cui ripartire per immaginare e costruire nuove modalità di aggregazione nelle città in questa fase di post emergenza. 

A seguito di questa prima selezione, le realtà finaliste avranno l’opportunità di partecipare a un camp nel prossimo mese di settembre. Tra queste, una Commissione di Valutazione individuerà i 4 centri che accederanno ai contributi economici e a un percorso di supporto che dura fino a un anno e mezzo. Il budget complessivo del bando, che include contributi ai beneficiari e costi di tutte le attività di supporto, è pari a 600 mila euro.

Un processo di selezione complesso, considerato il numero, la qualità e la visione dei partecipanti. Questi i centri e la loro provenienza:
Borgata Paraloup | Rittana – Cuneo
CasermArcheologica | Sansepolcro – Arezzo
Centrale Fies | Dro – Trento
Civico Trame | Lamezia Terme – Catanzaro
Ecomuseo Urbano Mare Memoria Viva | Palermo
Farm Cultural Park | Favara – Agrigento
Fondazione Made in Cloister | Napoli
Il Cassero | Bologna
Laboratorio Urbano ExFadda | San Vito dei Normanni – Brindisi
Le Serre dei Giardini Margherita | Bologna
Lottozero | Prato
mare culturale urbano | Milano
Officine CAOS | Torino
TeatroLaCucina | Milano
Via Baltea Laboratori di Barriera | Torino

 

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