“Spero che le risorse del Recovery Fund ci consentano di progettare opere che avevamo rinunciato a progettare perché pensavamo che non avremmo mai avuto le risorse per farlo. Adesso le risorse ci sono, bisogna avere capacità di visione, guardare in grande e non fare soltanto l’ordinaria amministrazione. Due in particolare i temi che riguardano cultura, turismo e Mezzogiorno: il primo è che l’Alta Velocità non può fermarsi a Salerno ma deve arrivare in Sicilia. Il secondo è il gap infrastrutturale tra Adriatico e Tirreno: sul lato adriatico non ci sono grandi aeroporti e c’è una ferrovia dell’800 che danneggia centinaia di chilometri di costa, penso che bisogna avere la capacità di progettare una linea di alta velocità da Taranto e Trieste che si allontani dal mare e fiancheggi l’autostrada, che consentirà una grande operazione di recupero edilizio senza consumo di suolo”. Lo ha sottolineato il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, intervenendo al seminario di Symbola “Il soft power dell’Italia per la ripresa”. “Altra operazione - ha poi annunciato - sarà un progetto di riqualificazione dei migliaia di borghi disabitati, quasi tutti lungo la dorsale appenninica, per ripopolarli e farli tornare a vivere. Penso a un piano con molte risorse che consenta di recuperare il patrimonio edilizio pubblico e privato e che consenta di ripopolare quei luoghi”.

Franceschini ha iniziato il suo intervento sottolineando come “tra i tanti drammi portati la vicenda Covid, è emersa anche in una fascia di opinione pubblica e di decisori politici l’importanza della centralità degli investimenti e del ruolo del turismo e della cultura per le scelte economiche del paese, e quindi della tutela e della valorizzazione di tutto ciò che è essenziale per questi due settori”. Questo “scossone”, ha aggiunto, “ha spostato l’attenzione, ora è necessario che resti alta e che non torni tutto come prima. Un tema su cui si dibatte è se il lockdown si chiuderà come una parentesi o se viceversa resteranno delle cose che le società e le persone hanno imparato a conoscere durante questo periodo: io penso che resteranno molte cose”.

 

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