“Molta preoccupazione desta lo spettacolo dal vivo. Le Regioni e le Province autonome sono consapevoli che esiste il rischio concreto che fintanto che restano in vigore le misure di distanziamento l’intero comparto non possa riprendersi, con gravi ricadute su migliaia di persone, professionisti, lavoratori e artisti”. Lo scrive la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome in un documento approvato e inviato alla Commissione Cultura del Senato che contiene considerazioni sull’impatto dell’emergenza covid19 sulla cultura quale contributo all’indagine conoscitiva promossa dalla 7a Commissione di Palazzo Madama. 

NON ABBANDONARE GLI ARTISTI

Il documento ricorda poi come “a fronte delle emergenze occorse negli anni, gli artisti si sono sempre prestati a lavorare gratuitamente per raccogliere fondi a favore delle popolazioni o delle persone colpite”, per questo “è ora che il Paese non li abbandoni”. 

CODICE DELLO SPETTACOLO

Nella relazione della Conferenza delle Regioni si sottolinea ancora che “la situazione è resa ancor più critica dalla mancanza per il settore di una legislazione e regolazione delle professioni e delle relative tutele previdenziali e assicurative”. Per questi motivi, “al di là degli urgenti interventi di sostegno, si rende non più rinviabile la riforma del settore dello spettacolo avviata con la Legge n. 175 del 2017, o almeno l’approvazione di una Legge sulle professioni dello spettacolo, che assicuri le tutele previdenziali e assicurative minime e garantisca la resilienza dell’intero sistema. Una legge che il Paese aspetta da decenni”.

RILEVAZIONE DEI DANNI DEL SETTORE

Al fine di rilevare l’impatto dell’emergenza nel settore, alcune Regioni (fra cui Emilia-Romagna, Piemonte, Puglia, Lombardia) hanno dato avvio ad una prima ricognizione sul proprio territorio delle ricadute in termini quantitativi e qualitativi. Proprio a questi fini, la Conferenza aveva proposto l’inserimento di una norma nel Decreto Cura Italia per la rilevazione dei danni derivanti dall’emergenza, che prevedeva che, “al fine di poter svolgere una prima valutazione dei danni subiti dal comparto spettacolo, la SIAE mettesse a disposizione, gratuitamente, alle singole Regioni i dati completi riferiti all’ultimo triennio, relativi agli operatori e alle imprese dello spettacolo che hanno sede/operano nei territori. La norma non è stata recepita in sede di conversione, sebbene resti l’indiscutibile esigenza di avere un quadro dell’impatto sul settore”. 

 

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