Un’opera scritta e narrata da una comunità, alla scoperta di percorsi e identità del luogo, col contributo artistico di sguardi esterni: il secondo volume della collana NONTURISMO, ideata e curata da Sineglossa e Riverrun hub, è una guida atipica e corale dedicata ai Monti Sibillini (nel cuore delle Marche, in provincia di Macerata), per una nuova idea di turismo.

Il turismo a cui si contrappone questa esperienza è quello dei grandi flussi di massa che produce effetti deleteri sulle città d’arte come Venezia, Firenze e Roma, oppure genera scompensi fra i diversi quartieri delle maggiori destinazioni, accelerando il processo di gentrificazione delle metropoli come New York, Barcellona e Berlino.

Come risposta a un turismo simile, che talvolta produce l’effetto di sottrarre più di quanto aggiunge, negli anni recenti è andato affiorando un concetto di turismo destagionalizzato e lontano dai principali flussi, maggiormente legato alle dinamiche dello sviluppo locale, che entra in dialogo con la storia e il patrimonio culturale locale attraverso una interazione con le comunità che abitano le aree interne, alla riscoperta del patrimonio culturale meno noto ma non per questo di minore interesse.

In questa direzione vanno anche le indicazioni per un turismo culturale e sostenibile espresse dalle istituzioni di riferimento in ambito sovranazionale come ICOM e OECD; nella stessa cornice si inseriscono gli itinerari culturali del Consiglio d’Europa che promuovo un turismo lento, ciclo-pedonale e culturale attraverso il quale ricucire tematicamente le diverse regioni europee, ad esempio lungo le vie dei pellegrini come la via Francigena e il cammino di Santiago, oppure alla scoperta delle aree megalitiche che testimoniano la più antica storia comune del nostro continente. Percorsi che si rinnovano interagendo con le storie dei nuovi viaggiatori.

«La gente di un posto mica si orienta con le mappe. Si orienta con le storie» scrive lo scrittore Wu Ming 2 nel suo racconto fantastico (intitolato “La supposta”), realizzato per la sezione Visioni dopo un periodo di residenza ad Ussita e un incontro con gli abitanti, in particolare con i bambini.

Tra gli ospiti che hanno contribuito ad arricchire il materiale realizzato dalla redazione di comunità ci sono anche lo storico dell’Appennino Augusto Ciuffetti, i fotografi Antonio Di Cecco e Mauro Pennacchietti, l’artista designer Giacomo Giovannetti, l’autrice radiofonica Sara Sartori e la set-designer Paola Villani.

La guida “nonturistica” di Ussita è una mappa di storie, che prende vita da un percorso partecipato con la comunità durato più di due anni. Tale lavoro è stato condotto fra riunioni, interviste, contributi scritti, racconti e storie condivise da tanti ussitani. Tante le domande che hanno ispirato il confronto o che ne sono scaturite: perché scrivere una guida per un paese in cui non c’è più niente? Perché vivere qui?

Gli itinerari che ne derivano sono il frutto di questo sforzo collettivo di archeologia emotiva.

“Camminando per Vallazza un tempo avresti potuto incontrare anche Pezzaferro.
Era un fattore e lavorava bene con le pecore.
Lo chiamavano così perché quando si strappava la giacca non ne comprava mai una nuova.
Faceva le toppe, dette anche pezze, con un filetto di ferro del fieno, ed era sempre felice.”

Una guida dove la voce principale è quella della comunità che, dialogando con scrittori, come Wu Ming 2, artisti, sociologi, fotografi e storici, accompagna il nonturista per itinerari cuciti sulle storie del passato, le sfide del presente e visioni di rinascita.

“L’acquacotta è un piatto umile della quotidianità antica, soprattutto d’inverno, che cambia in base alla disponibilità degli ingredienti.”

La guida “Ussita, Monti Sibillini”, curata da Sineglossa, propone al viaggiatore due itinerari narrativi progettati con la supervisione dell’associazione C.A.S.A. - Cosa Accade Se Abitiamo.

Il primo, Vivere Qui, raccoglie i racconti degli abitanti su otto percorsi e coinvolge il viaggiatore nella vita della comunità ussitana, guidandolo in un’esplorazione urbano/naturalistica dei luoghi che caratterizzano la nuova quotidianità post-sisma e la storia del territorio.

Il secondo, Dalla valle alle vette, diviso in quattro parti, è un’ascesa dal fondovalle al Monte Bove, appartenente alla zona settentrionale della catena dei Sibillini e simbolo del territorio, un’esperienza spirituale narrata dallo scrittore Alessandro Chiappanuvoli in cui l’immaginazione del viaggiatore è l’elemento imprescindibile per dare corpo alle suggestioni narrate. Alcuni dei punti di interesse toccati dai percorsi si sovrappongono, lasciando al viaggiatore la possibilità di integrare i contenuti.

Come tutte le mappe, la guida non è un punto di arrivo ma un inizio per esplorare e interpretare un territorio dove sono ancora evidenti le ferite del sisma del 2016/2017. La redazione di comunità non ha voluto nascondere i terremoti, ma li ha accolti come uno degli elementi identitari che rendono il territorio unico.

“All’inizio di via Roma c’è un palazzo messo in sicurezza con travi di legno. “Luoghi e persone, momenti belli che qui tutti non ci stanno ma nel cuore trovan posto” è il messaggio che si trova inciso insieme a un disegno lasciato dai Vigili del Fuoco di Treviso e Salerno dopo i terremoti del 2016.”

Questo percorso ha unito gli abitanti di Ussita stanziali e rimasti dopo il sisma insieme a quelli delle cosiddette “seconde case”. Il percorso avviato da Sineglossa è stato possibile grazie a una realtà di riferimento del territorio, l’associazione C.A.S.A., il porto di montagna di Ussita con sede nella frazione di Frontignano, grazie alla quale si è attivato il coinvolgimento della comunità, con un lavoro di ricostruzione dei rapporti di fiducia tra le persone, ma anche tra le persone e quei luoghi improvvisamente trasformati.

I partecipanti hanno così portato avanti, anche tramite il dialogo con gli artisti, scrittori e studiosi coinvolti nel progetto, una riflessione collettiva per poter restituire all’esterno la propria identità messa alla prova, in ultimo, anche dal terremoto.

«Lavorare insieme alla comunità (nel suo senso più ampio) è stato una continua scoperta, un privilegio – racconta Chiara Caporicci, presidente di C.A.S.A. I contenuti raccolti hanno preso forma tramite racconti ed esperienze svelate, conversazioni ed esercizi collettivi, testimonianze scritte, vecchi libri, lettere e fotografie, riflettendo anche su cosa vuol dire abitare oggi ad Ussita. La guida è diventata così un modo, uno spazio per tutti noi per incontrarci, raccontare e ri-scoprirsi. Come associazione vorremmo diventasse uno strumento di comprensione e lettura di un territorio per viaggiare in modo responsabile, mettendosi in ascolto e attraversando un paese con il desiderio di confrontarsi e dialogare con esso, con la sua storia ma anche con le sue conflittualità. Si tratta, citando un’ussitana che ha fatto parte della redazione, di una “guida sentimentale” che custodisce e condivide la memoria di un luogo in cui qualcuno è nato e qualcun altro è arrivato da altrove. Questa guida non è un punto di arrivo ma deve essere un punto di partenza, una porta che continuerà ad aprirsi a tutti i confronti e le evoluzioni che da qui nasceranno, all'insegna di uno spazio di dialogo che come associazione intendiamo portare avanti».

«Ussita - Monti Sibillini è una guida unica nel suo genere: un archivio del passato, una testimonianza del presente e un’incursione nel futuro, grazie allo scambio con sguardi esterni alla comunità. Uno strumento unico per esplorare i Sibillini da nonturista, ma anche un documento sull’identità e i desideri degli ussitani, che ci indica una pista da seguire per la rinascita sostenibile delle Aree Interne, anche in vista delle nuove prospettive abitative che si stanno esplorando a seguito della pandemia», dice Federico Bomba, co-ideatore e co-curatore della collana Nonturismo e presidente di Sineglossa. «Il volume è il risultato di due anni di incontri di una redazione di comunità. È una guida per chi è disponibile a perdersi per incontrare nel suo percorso una strada interrotta o un edificio puntellato, un poeta pastore o un’anziana affacciata al parapetto di fiori che addobba il suo piccolo container d’emergenza. In ogni caso, prima di essere una collana per esploratori, Nonturismo è la possibilità di ri-creare comunità tra gli abitanti, soprattutto nei luoghi meno popolati e che hanno maggiormente bisogno di ripensarsi insieme».

Ogni volume della collana Nonturismo ha un taglio unico: grazie al lavoro congiunto di abitanti e artisti, lo spirito più autentico di un territorio si traduce in un’opera inedita redatta ogni volta in modo diverso.

A condurre il lettore in questa esperienza anche numerosi contenuti multimediali disponibili nell’app "Loquis” – il mondo ti parla, fai parlare il mondo. Nel canale dedicato Nonturismo, sono a disposizione numerosi audio di realtà aumentate che impreziosiscono il cammino del viaggiatore.

Nelle “istruzioni per l’uso” in apertura di guida, è contenuta una avvertenza - omaggio alla serendipity e antidoto a un modello di turismo non sostenibile - che sta alla base dell’ispirazione della collana Nonturismo: “questa guida ti aiuta ad orientarti, ma non può sostituirsi alla tua curiosità. All’interno troverai le indicazioni per seguire il percorso, ma soltanto affidandoti al caso e all’incontro potrai davvero conoscere un luogo: fermati, domanda, osserva, e segui le deviazioni che la tua sensibilità ti suggerirà durante il cammino. Questa guida non è fatta per chi sa già cosa si aspetta”.

“Vallestretta è sempre stata piena di more, soprattutto il piano sopra la fonte, ci si cascava dentro per acchiappalle, e si usciva tutti sgraffiati…”

“dalle Arette vedi tutto, hai una prospettiva spettacolare sul Bove, sul Fargno, sulla valle del Visso e verso Fiastra, la valle di là. Se becchi una tempesta vedi certi colori…

La zona tra Vallestretta e Le Arette è piena di scorciatoie e chi qui è cresciuto le conosce a memoria, sono le corte che si facevano con le bestie. Da qui partono tante passeggiate bellissime, come ai Piani di Pao. Da lì in poi… è solo una questione de quanto c’hai voglia de camminà!

Cosa differenzia dunque un turista da un viaggiatore? Il viaggiatore domanda, osserva, segue le deviazioni che la sua sensibilità gli suggerisce durante il cammino.

Questa iniziativa editoriale, che pone la sua prospettiva e muove i suoi passi dalla resilienza degli abitanti del luogo, è nata con la finalità di promuovere una nuova idea di turismo dedicata ai luoghi d'Italia cosiddetti marginali, le periferie delle città lontane dagli itinerari del turismo consolidato, i paesi dimenticati in cerca di una nuova identità. Anche se lontani dai riflettori, si tratta di una parte non trascurabile del nostro Paese: il 60% del territorio, dove risiedono circa 11 milioni di abitanti.

Ussita rappresenta la mutazione in corso delle aree interne, da margini a nuova frontiera, da vandea antimoderna e abbandonata a luogo di incontro ed elaborazione di nuovi modelli di sviluppo, nuove opzioni esistenziali e di costruzione di comunità. Un pezzo di Paese che reclama l’attenzione dell’agenda politica e che, a mano a mano che si saranno diradate le nebbie della pandemia in corso, si propone come prassi di sviluppo locale inclusivo e sostenibile.

Per chi volesse vivere Ussita questa estate, l’incontro con la comunità e gli ospiti sarà possibile in sette passeggiate nonturismo, aperte a tutti, organizzate fino al 7 settembre per esplorare i primi sette percorsi della guida, lungo i quali sarà possibile fruire anche delle installazioni temporanee e interattive degli artisti Villani e Giovannetti (per maggiori informazioni: www.portodimontagna.it/2020/06/passeggiatenonturismo).

Mi auguro che questa mappa di storie apra una nuova fase per Ussita, rendendola capace di attrarre giovani ed elaborare percorsi di futuro inediti. Una umanità e un territorio che si trasformano da “scarto” a opportunità. Un turismo che non desertifica il tessuto locale ma porta nuova linfa in termini di immaginazione collettiva e di relazione con altre realtà.

Questo libro si inserisce a mio avviso nell’alveo delle tante piccole grandi storie di successo provenienti delle aree interne in tutta Italia. Storie fondate su processi di costruzione di fiducia e su un approccio collaborativo alla soluzione dei problemi, che è la chiave per la rinascita non solo delle aree interne ma forse anche del Paese in generale.

La pandemia ha reso ancora più evidenti le disuguaglianze esistenti e ci ha permesso di concentrare la nostra attenzione sull’essenziale: i servizi di base e in primo luogo una sanità universale e di prossimità, l’inclusione digitale e un’offerta formativa di alta qualità per conseguire la necessaria resilienza diffusa e una propensione alla collaborazione civica indispensabile sia nei momenti di maggiore vulnerabilità che per costruire nuove opportunità.

“Il futuro, qui a Ussita come nelle altre aree interne dell’Appennino, è, in fondo, solo una storia nuova che deve essere ancora scritta, una storia, però, che può essere scritta soltanto se a farlo sarà una comunità forte e coesa;
soltanto , insomma, se avremo la forza, la pazienza e la testardaggine di scriverla tutti insieme”

I PARTNER DEL PROGETTO

Sineglossa applica i processi di ricerca e pensiero dell’arte contemporanea a contesti non artistici – imprese, centri di ricerca scientifica, Pubbliche Amministrazioni – con l’obiettivo di stimolare la nascita di nuovi modelli di sviluppo.

Riverrun è un hub di innovazione culturale che applica i processi creativi dell’arte a progetti sperimentali dal forte impatto sociale. Realizza progetti che spaziano dall’educazione non formale allo sviluppo locale, dall’innovazione sociale alla rigenerazione urbana, dall’economia circolare alla democrazia partecipativa. Utilizza strumenti come il teatro, la gamification, le nuove tecnologie, lo storytelling, il podcasting e l’arte relazionale; l’intento è quello di modificare le forme della società e renderle più inclusive ed eque aumentando consapevolezza, coinvolgimento diretto e responsabilità nei cittadini. Riverrun ha sede a Cagliari, in Sardegna, e opera alla realizzazione della sua mission in collaborazione con reti di partenariato regionali, nazionali e internazionali.

Ediciclo Editore è la prima casa editrice specializzata nella pubblicazione di libri dedicati alla bicicletta e alla mobilità sostenibile. Nasce nel 1987 quando tre amici, dopo aver scalato a pedali la salita dello Stelvio, decidono di condividere le emozioni provate nell’impresa. Da qui l’esordio con la collana Grimpeur, che propone guide per salite su strada, salutata con entusiasmo dai lettori. Nel tempo la casa editrice si fa le ossa: espande il catalogo con nuove collane proponendo, oltre al settore turistico (che si estende anche all’escursionismo e a proposte per famiglie, con particolare attenzione al camminare e ai cammini), libri che spaziano dalla letteratura a pedali, alla biografia dei grandi campioni sportivi, ai reportage di viaggi slow. Nonostante il respiro nazionale, supportato anche da una diffusione capillare gestita da Promedi e Messaggerie, Ediciclo, che nel 2017 ha festeggiato i suoi primi 30 anni di attività, continua ad avere uno spirito artigianale che pone la qualità e la passione al centro di tutto.

C.A.S.A. – Cosa Accade Se Abitiamo è un’associazione di promozione sociale ma soprattutto uno spazio abitato e attraversato da più anime a Frontignano di Ussita (MC), una piccola frazione nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini a 1.350 metri di altezza. È un luogo nato in seguito ai terremoti 2016/2017, aperto a conversazioni, residenze in alta quota e progetti di valorizzazione, con il desiderio di continuare a stare in un territorio ferito e in forte mutamento, insieme alle comunità dell’Alto Nera e ad ospiti in residenza che C.A.S.A. accoglie.

ABSTRACT

Ediciclo editore has published the second volume of the NONTURISMO series, dedicated to travelers who prefer the authentic encounter with the spirit of a place to a standard tour. Written and narrated by a community of people – which is that of Ussita, in the Sibillini Mountains (in the province of Macerata of the Marche region) – the book contributes to discover relevant paths and identities for the inhabitants. An atypical and choral guide, a map of stories emerged from a participatory process that lasted more than two years, with the contribution of external glances such as the writer Wu Ming 2, the historian of the Apennines Augusto Ciuffetti, the photographers Antonio Di Cecco and Mauro Pennacchietti, the artist designer Giacomo Giovannetti, the radio author Sara Sartori and the set-designer Paola Villani. Conceived and curated by Sineglossa and Riverrun hub, it promotes a new idea of tourism, which focuses on relationships and serendipity, to discover the lesser known areas of Italy, a dive into the wild: "Walk, stop, read and go again".

 

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