Quasi l’80% per cento dei visitatori dei musei sarebbe interessato a disporre di una Card annuale per poter visitare tutti i 452 musei, aree archeologiche e monumenti statali d’Italia. Tra le persone di età 25-34 si arriva all’88,6% dei consensi, tra i più giovani (14-24 anni) all’84,8%. Il dato emerge dai risultati della Rilevazione online sul pubblico dei musei condotta dalla Direzione generale Musei del Ministero per i beni culturali con il supporto scientifico (pro bono) di Annalisa Cicerchia e Ludovico Solima e con la collaborazione di Simona Staffieri. 

L’indagine è stata presentata oggi dal direttore generale uscente Antonio Lampis che a fine mese tornerà a dirigere la Direzione Cultura della Provincia autonoma di Bolzano e lascerà il timone dei musei statali all’attuale direttore del Parco Archeologico di Pompei Massimo Osanna scelto pochi giorni fa dal ministro Dario Franceschini. 

Ma non è solo questo il dato significativo emerse dall’anticipazione dei dati che saranno divulgati più ampiamente nelle prossime settimane. Un altro elemento significativo è che oltre i due terzi degli intervistati (il 67%) sarebbero disponibili a contribuire, con una donazione, anche piccola (circa 10 euro), a favore di un museo particolarmente significativo. Rimanendo nell'ambito economico, emerge anche che il costo del biglietto non rappresenta una barriera, anzi per alcuni intervistati potrebbe anche aumentare. 

Spunti interessanti anche sul fronte del digitale. Per la maggior parte degli intervistati  musei devono continuare anche in futuro a produrre nuovi contenuti digitali (come è stato fatto per il lockdown) anche se il 65,5% dei visitatori intervistati ritiene che una “visita online” non potrebbe sostituire la visita di persona di un museo.

LA RICERCA

La DG Musei ha voluto verificare lo stato delle relazioni tra le persone e i musei  e luoghi della cultura durante la Fase 1 del lockdown, con un questionario somministrato utilizzando i propri canali social, quelli dei musei che ne sono dotati e che hanno voluto metterli a disposizione, quelli di associazioni culturali importanti come ICOM Italia, e la comunicazione digitale virale.

Alla base della rilevazione online, cui hanno risposto in quasi settemila persone, c’era l’esigenza di avviare o consolidare una strategia dell’ascolto e della centralità del pubblico, farsi raccontare qualche aspetto qualitativo del rapporto tra musei e pubblico, raccogliere elementi su se e come le proposte virtuali alternative di contenuti culturali fossero state ricevute o ricercate. 

IL CAMPIONE

Le femmine sono il 53% di coloro che hanno risposto al questionario. L’età minima è 14 anni. Il 31,1% risiede nelle regioni del Nord Ovest, il 23 nel Nord Est, il 22,3% nel Centro, il 15,8 nelle regioni del Sud e il 7,7% nelle Isole. Il livello di istruzione dei rispondenti tende all’alto: il 69,7% ha un titolo di studio corrispondente o successivo alla laurea; il 27,7% ha un diploma di scuola superiore e solo il 2,6% ha un titolo di studio “basso” (licenza media o elementare: quest’ultima, praticamente nulla).

Per quasi la metà dei rispondenti (47,6%) l’arte è espressione di ciò che sono. Lo affermano la il 48,5% delle femmine, quasi il 50% dei più giovani (14-24 anni) e una quota importante degli over 64 (49,1%). 

IL MUSEO COME TEMPIO

Gli estensori del questionario hanno sottoposto ai visitatori quattro gruppi di parole con la richiesta di sceglierne una o più per ogni gruppo. Il 37,4% dei visitatori associa al museo visitato la parola Tempio, il 23,9% Officina/Laboratorio e il 17,8% Piazza. La parola Scuola è indicata dal 16,6 dei rispondenti, soprattutto dalla fascia di età più giovane (14-24) 19,6%. Il 50,7% degli intervistati associa al museo visitato la parola Documentario, il 31,1% la parola Libro; l’11,6 % Film; il 2,2% Videogioco. Il 44,8% dei visitatori associa Viaggiare, il 39,9% Studiare e il 6,5 % Lavorare. Giocare è scelto dal 4,5%. Il 33,6% dei visitatori associa al museo visitato Stimolare, il 32,2% Raccontare e il 22 % Stupire. Insegnare è indicato dal 7,8%.

PERCHE’ SI VA AL MUSEO

Il 38,3% dei rispondenti dichiara di andare al museo per approfondire le proprie conoscenze. Il 32,1%, va per imparare cose nuove. Per circa il 30%, la spinta è data dalla possibilità di vedere opere e reperti importanti. Il 28,2% dei rispondenti esprime la certezza di poter passare un momento personale piacevole. Poco meno di un quarto degli intervistati (22,2%) punta sulla bellezza di opere e reperti. Molto più bassa (10%) la percentuale di chi va al museo per partecipare a programmi, attività o mostre.

MUSEI E DIGITALE

Il 71,5% degli intervistati, durante il periodo di chiusura a causa della pandemia, ha visitato i siti internet o i profili degli istituti sui social network. Il 90 per cento di loro è rimasto soddisfatto della qualità delle proposte. Il 91% di coloro che hanno visitato i siti internet dei luoghi della cultura o i profili social dei musei ritiene che i luoghi del patrimonio debbano continuare anche in futuro a produrre nuovi contenuti digitali, come quelli proposti durante il periodo di chiusura.

FUTURO E DIGITALE

Il 44,2% dei rispondenti è convinto che continuerà ad utilizzare le risorse digitali dei musei con la stessa intensità del periodo di chiusura. Nello stesso tempo, il 65,5% dei visitatori intervistati ritiene che, se anche fossero disponibili contenuti digitali di elevata qualità (foto, video, ricostruzioni 3D, musiche, supporti audio, etc.), una “visita online” non potrebbe sostituire la visita di persona di un museo. Per questi intervistati, una proposta digitale di qualità potrebbe indurre poi a visitare il museo o completare la visita di persona. 

BARRIERE ECONOMICHE

Per il futuro, il 44,2% dei rispondenti non ritiene che il prezzo del biglietto debba cambiare. Il 18,2% è indeciso; il 13,9% pensa addirittura che il costo del biglietto debba aumentare, per aiutare i musei in difficoltà. Meno di un quarto dei visitatori suggerisce di ridurlo.

Il 79% degli intervistati sarebbe interessato a disporre di una Card annuale per poter visitare tutti i 452 musei, aree archeologiche e monumenti statali d’Italia. Tra le persone di età 25-34 si arriva all’88,6% dei consensi, tra i più giovani (14-24 anni) all’84,8%.

Oltre i due terzi degli intervistati (il 67%) sarebbero disponibili a contribuire, con una donazione, anche piccola, a favore di un museo particolarmente significativo. Questa percentuale fra i giovani adulti (25-34 anni) arriva al 71%. Tra le persone che hanno dichiarato questa disponibilità, un terzo indica in 10 euro l’ammontare della possibile donazione.

 

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