Oltre il 30 per cento dell’organico degli istituti museali è scoperto, una cifra che raggiunge il 60 per cento nell’ambito della Direzione generale. E’ il nodo principale con cui il nuovo dg dei Musei statali Massimo Osanna si troverà ad aver a che fare dal 1 settembre quando prenderà ufficialmente servizio. Ma se quello del personale e delle assunzioni è sicuramente il tema principale, ne esistono tanti altri che il nuovo inquilino del San Michele dovrà gestire. Nei vari incontri per i passaggi di consegne tra Antonio Lampis - che seppur ancora giovane torna nella sua Bolzano con alle spalle già 23 anni da direttore e 40 di servizio - e il suo successore Osanna, sono emerse le tante criticità e opportunità che il settore dei musei presenta. 

Tra i punti che andranno affrontati nel prossimo triennio, Covid permettendo, ci sono anche il reperimento di maggiori risorse (anche dai risparmi possibili come quelli per i contratti per l'energia elettrica dei musei), semplificazioni nelle procedure di spesa, superare il sistema dell’interim a favore della ‘reggenza’ pianificando allo stesso tempo ogni possibile vicarietà (chi fa le cose in caso di assenza o impedimento improvviso), incentivare la firma debole per atti interni (assenso con email semplice), predisporre un regolamento di organizzazione interna che tenga conto dei cambiamenti post Covid. Con lo sguardo al pubblico poi, sarà necessario implementare sistemi di pagamento contactless e anche di donazione per restauri o comunque a favore dei musei (all’atto di ingresso o meglio ancora all’uscita), incentivare abbonamenti e relazioni con la cittadinanza di prossimità, rifare i siti web e la struttura digitale del Mibact. Infine, secondo il pensiero di Lampis affidato a una conversazione con AgCult, “è auspicabile una legge organica sui musei, così come su ogni settore della politica culturale nazionale”. 

IL PERSONALE

La carenza del personale in ambito museale è particolarmente grave. Negli istituti museali, il personale di Assistenza alla Fruizione, Accoglienza e Vigilanza presenta un -32% rispetto al fabbisogno, con fascia di età media 73% oltre 55 anni ed un 4,5% con patologie gravi. Per quanto riguarda il personale amministrativo (2a area) c’è un -33%, con fascia di età media 76% oltre 55 anni ed un 5% con patologie gravi. Per i Funzionari (3a area) -32%, con fascia di età media 76% oltre 55 anni ed un 5% con patologie gravi. Infine, per il personale tecnico-scientifico -36%, con fascia di età media 61% oltre 55 anni ed un 4% con patologie gravi.

Presso la Direzione generale musei, invece quasi il 60% dell’organico è scoperto, quasi il 70% nelle qualifiche di funzionario o impiegati in grado di gestire procedure di spesa. Per Lampis, “in futuro andrebbe valutata l’opportunità di separazione tra vigilanza (ev. ritorno alla qualifica di agente ps) e accoglienza (laurea). I grandi musei necessiterebbero della funzione di curatore (eventualmente quale funzione intermedia tra funzionario e dirigente) e non dovrebbero mai restare senza un funzionario amministrativo contabile, necessitano inoltre di nuovi profili per le professionalità tecniche sul digitale e sugli impianti (ingegneri), le direzioni regionali debbono poter dare maggiore autonomia ai direttori non dirigenti, anche, entro un limite, nella spesa”. 

LE DIREZIONI REGIONALI

Le direzioni regionali sono essenziali nelle nuove strategie del Turismo, le loro potenzialità sono alte, ma vincoli e dotazione organica e finanziaria non le consentono. Ad agosto 2020 sono vacanti e affidate a interim o a provvedimenti di estensione di incarico le direzioni regionali Piemonte Molise, Roma, Sardegna e Abruzzo. Talvolta gli interpelli passati hanno prodotto un solo candidato e tale situazione non consente la selezione di professionalità adatta ad un ruolo che non ha paragoni di confronto in Europa, grandissime potenzialità purtroppo in parte inespresse per carenza organica e dirigenziale. 

Per la guida delle Direzioni regionali, Lampis suggerisce di sperimentare “un sistema simile a quello dei musei autonomi con una corsia preferenziale per i funzionari interni con determinata anzianità e meriti. Lo strumento dell’interim è totalmente inadeguato e, fino alla auspicabile realizzazione della carica di dirigente vicario nei ministeri, sarebbe almeno opportuno implementare rapidamente l’istituto della reggenza”. 

STRATEGIE FUTURE

In generale, “le strategie future - aggiunge il dg uscente - dovranno prevedere contenuti on-demand, migliore gestione del Licensing, maggiore evidenza di quanto già il Mibact fa a sostegno dell’educazione di long-life-learning, scolari e studenti. Anfiteatri e altri spazi aperti potrebbero sostenere i teatri e altre attività artistiche attualmente in difficoltà favorendo lo svolgimento di spettacoli e iniziative con reciproco vantaggio con canoni di concessione simbolici o gratuiti, promuovendo le necessarie modifiche del codice dei beni culturali utili a raggiungere questi risultati”.

Secondo Lampis, il senso del Mibact sta “nella qualificazione eccellente dei propri funzionari, della dirigenza e del personale nelle funzioni strategiche. La qualificazione si perde con le carenze organiche e/o i troppi interim e con carichi di lavoro spropositati. La selezione attenta e la formazione costante sono altrettanto da incrementare, i carichi di lavoro da censire e distribuire su un numero più ragionevole di addetti o un numero inferiore di funzioni”.

SICUREZZA

La nascita della Direzione generale Sicurezza contribuirà a meglio conciliare il rapporto tra gli edifici e la normativa antincendio, normativa che si è “rivelata palesemente inadeguata agli stessi. Un passo significativo è giunto con l’approvazione del decreto del Ministro dell’Interno pubblicato nella Gazzetta ufficiale del 22 luglio 2020 con le nuove regole tecniche per i musei che riconoscono la specificità degli edifici antichi”.

INNOVAZIONE DIGITALE

La nuova direzione Digital library si troverà con la sfida di rafforzare rapidamente le strutture digitali che sono state messe positivamente alla prova dal recente entusiasmo della popolazione in lockdown per la conoscenza dei Beni Culturali, ma che richiedono investimenti di rafforzamento della banda, di ristrutturazione di siti web obsoleti che gli istituti non potevano fare per propria iniziativa.

SISTEMA MUSEALE NAZIONALE

Nel 2020, con l’avvenuto rilascio della piattaforma Agid ci sono le premesse per la gestione completamente digitale del sistema nazionale dei musei, al quale hanno aderito quasi tutte le Regioni italiane in un faticoso costante percorso che ha portato a veder approvati i provvedimenti di legge regionale o i regolamenti in attuazione del Decreto ministeriale 113/ 2018. Oggi tale processo è pressoché terminato e persino la Sicilia è interessata ad aderire.  

I musei statali hanno tutti una buona/ottima collocazione nel punteggio collegato a raggiungimento dei livelli minimi di qualità, livelli che vanno ricordati come punto d’orgoglio per il Mibact, che esprimono analisi profonda e capacità di sintesi e anche per tali ragioni hanno suscitato interesse internazionale. Da quando nel 2019 sono stati tarati i punteggi con la commissione e ICOM, il Sistema è un esempio di governance partecipata con le Regioni, Province e Comuni e consentirà di esprimere un progetto di reale accountability per oltre 5000 musei, con procedimenti amministrativi gestibili persino con le pochissime risorse umane disponibili. 

La commissione del SMN, alcune Regioni e ICOM richiedono misure future che possano far sì che all’accreditamento e il progresso nel raggiungimento dei livelli di qualità corrisponda in futuro un qualche riconoscimento economico o comunque un vantaggio pensato per chi collabora e si impegna nei progressi del lavoro di rete.

SOSTEGNO FINANZIARIO AI MUSEI

Nell’attuale scenario che promette una pausa indefinita del ritorno del turismo internazionale di Cassa e la conseguente passata forte alimentazione delle casse museali attraverso i biglietti, si impone la necessità di aver pronto un piano B, con la pianificazione di un sistema di finanziamento alternativo di emergenza. 

Infine, per Antonio Lampis, “appare altresì necessaria una radicale riforma del rapporto con le imprese concessionarie, eliminando in alcuni casi le concessioni sostituendo le concessioni con contratti di servizio o pensando a norme che meglio sottolineino l’autonomia scientifica dei musei e il ruolo del direttore di museo nelle strategie di valorizzazione, ruolo rafforzato dalla Riforma. Su tali possibili nuove soluzioni è opportuno aprire un momento di confronto anche con il mercato, anche a seguito delle sentenze del Consiglio di Stato del luglio 2020”.

 

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