© Photo by @dibellezzasivive

I numeri relativi alla povertà educativa minorile nel nostro Paese sono allarmanti e in forte crescita. Nell’ultimo decennio la percentuale di bambini e adolescenti in povertà è triplicata e attualmente supera il 12% (fonte: Openpolis), dato che secondo Save the Children potrebbe ulteriormente triplicare a causa del Coronavirus. Generazioni di giovani che, vivendo in difficili condizioni economiche, rischiano di essere private – rispetto ai loro coetanei economicamente stabili – delle opportunità di apprendere, sperimentare, sviluppare e far fiorire liberamente capacità, talenti e aspirazioni, aumentando le probabilità di entrare nel circolo vizioso della povertà.

L’impoverimento educativo è l’ambito di azione del progetto “Di Bellezza si Vive”, selezionato tra le diciotto proposte più innovative che hanno partecipato alla prima edizione del bando “UN PASSO IN AVANTI”, promosso dall’impresa sociale CON I BAMBINI, ente interamente partecipato dalla Fondazione Con il Sud, che in tre anni, grazie a un fondo dedicato ha consentito di avviare 355 progetti in Italia con un contributo complessivo di circa 281 milioni di euro per la realizzazione di una strategia nazionale di contrasto alla povertà educativa minorile.

Obiettivo del progetto è mettere a punto, attraverso un percorso di ricerca-azione sperimentale della durata di quattro anni, un metodo educativo originale, validato scientificamente e trasferibile in ambiti diversi (famiglia, spazi di vita pubblici, scuola, luoghi culturali, mondi digitali), che dimostri come la bellezza generi esperienze che, estendendo il potenziale emozionale, cognitivo e comportamentale degli individui e delle comunità, possano contrastare la povertà educativa, migliorare le condizioni di vita e ridurne i costi sociali.

UN’ECOLOGIA CIRCOLARE DELLA CONOSCENZA

La validazione scientifica del metodo intende porre le basi per la costruzione di un modello che trasformi l’apprendimento tradizionale, fondato sul comando, accumulo e controllo di informazioni, in un processo circolare della conoscenza, basato sulla capacità degli individui di riconoscere, selezionare e interiorizzare i saperi. Al centro dell’apprendimento, la relazione tra chi educa e chi è educato, sullo scenario di una nuova alleanza tra scienza, discipline umanistiche, arti, paesaggio, tecnologie.

A fondamento di questo processo è posta la Bellezza e la sua facoltà di estendere ciò che l’individuo e le comunità sentono di poter essere e diventare. Non si parla di un canone estetico, né di una componente esteriore della realtà, ma di una funzione fondamentale per la crescita delle persone, per estendere il potenziale emozionale, cognitivo e comportamentale degli individui. L’elaborazione di un progetto così articolato è partita dalla ricognizione in Italia dei contesti in cui Terzo Settore, Cultura, Sociale, Scienza, stanno utilizzando da tempo la Bellezza come strumento di empowerment.

Questi temi legano, in un’azione organica e complessa, realtà ed esperienze diverse tra loro. La rete di partenariato, che lavora su questa mission ambiziosa e che ha acquisito un budget complessivo di 2,1 milioni di euro in 4 anni tra finanziamento e cofinanziamento, è composta da soggetti che operano su tutto il territorio nazionale da Nord a Sud: la Cooperativa il Manto – partner del network di Cometa, capofila di progetto; Fondazione Horcynus OrcaON Impresa Sociale;  Dipartimento Educazione Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea; MCG Studio Associato; Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN)Fondazione Mario ModerniAragornAssifero.

I partner rappresentano una comunità educante multidisciplinare, con un’esperienza nazionale e internazionale in azioni di accoglienza, educazione, fruizione culturale, ricerca pedagogica e clinica, divulgazione scientifica, formazione di minori e adulti, sperimentazione di economie etiche, circolari, solidali e inclusive capaci di promuovere coesione, sostenibilità ambientale, rigenerazione urbana.

METODO E IMPATTO

Direttore Scientifico del progetto è il Prof. Ugo Morelli, esperto di scienze cognitive e docente di psicologia del lavoro e delle organizzazioni presso l’Università degli Studi di Bergamo e docente di Scienze cognitive applicate alla vivibilità, al paesaggio e all’ambiente presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. Sua è l’elaborazione della metodologia adottata, denominata “RBL - Research Based Learning”, secondo la quale per favorire apprendimento e cambiamento in qualsiasi situazione relazionale bisogna partire dai saperi primitivi, ossia da una particolare esperienza fatta da determinate persone in determinati luoghi, che non può essere replicata in altri contesti. “L'oggetto della relazione educativa non è la disciplina che si insegna, ma la mente che apprende”. Questo il tratto distintivo del metodo educativo secondo la pedagogista Emanuela Fellin, Responsabile Monitoraggio e Valutazione del progetto, che spiega che si è scelto di adottare un approccio non direttivo, grazie al quale i saperi scientifici veicolati dagli educatori possono essere innestati sui saperi spontanei che ognuno di noi possiede.

Tra le azioni che saranno realizzate è possibile citare, ad esempio, “Nati per la bellezza”, un programma di educazione culturale promosso dalla Fondazione Horcynus Orca di Messina, insieme all’Ass. Naz. Pediatri e alla rivista Uppa. Questo intervento prevede anche l’organizzazione di un workshop insieme al Museo d'Arte Contemporanea di Rivoli, che in Piemonte è stato tra i primi musei ad aver adottato “Nati con la Cultura, il Passaporto culturale”. Operatori culturali, sanitari e famiglie sulla scorta dell’esperienza torinese prenderanno parte a un’esperienza trasformativa del museo URBAN MACHO della Fondazione Horcynus Orca in uno spazio kids & family friendly adatto al supporto genitoriale. In particolare, “Nati per la bellezza” coinvolgerà 150 bambini di 0-6 anni, e le loro famiglie, in stato di disagio che, segnalate dall’anagrafe, saranno protagonisti di incontri esperienziali domiciliari di scoperta del valore educativo e formativo della cultura nello sviluppo cognitivo, emotivo e sociale del bambino, attraverso sessioni di lettura ad alta voce, educazione alla musica e laboratori d’arte. Oppure pratiche non convenzionali “dentro e fuori la scuola” con la realizzazione di laboratori disciplinari ludico-espressivi (cucina, falegnameria, orto, musica, etc), costruiti su un modello di didattica esperienziale e di valorizzazione dell'intelligenza delle mani; percorsi di educazione all'accoglienza e alla cura del bene comune (pulizia, manutenzione e ordine) degli spazi di Cometa e di alcuni luoghi della città di Como; azioni di rigenerazione urbana con l'attivazione di un cantiere di arte partecipata in zone degradate della città di Messina e costruzione di un parco giochi evoluto in uno dei quartieri della città con i più alti tassi di povertà educativa, e molte altre.

Gli impatti attesi sono molteplici: i minori dovrebbero sviluppare migliori capacità di ascolto/confronto con gli adulti e una crescita delle hard e soft skills basate sull'esperienza; le figure professionali dovrebbero diventare più consapevoli e competenti nel gestire interventi educativi complessi; le scuole potranno disporre di ulteriori strumenti per accompagnare la crescita educativa e civica dei minori; le famiglie potranno avere strumenti utili per accompagnare i figli nello sviluppo cognitivo-emotivo-comportamentale e nelle scelte di vita; e le comunità potranno acquisire una nuova coscienza del proprio ruolo sociale ed educativo di fronte al disagio. A livello politico-istituzionale, il progetto intende proporre ai soggetti pubblici competenti di sostenere la disseminazione e l’adozione sperimentale del nuovo metodo educativo da parte di scuole e agenzie di socializzazione, formali e non formali, come strumento di lotta alla dispersione scolastica e alla povertà educativa.

COSTRUIRE CONNESSIONI

Beneficiari delle azioni di progetto sono 1.400 minori con un'età compresa tra 0 e 17 anni insieme a famiglie, comunità di educatori e insegnanti. Il progetto è stato avviato tramite la realizzazione di una fase preliminare di formazione dei partner sul metodo. Attraverso un processo di co-progettazione, i soggetti della rete sono stimolati a generare un’expertise complessa e originale, caratterizzata da competenze trasversali e meta-disciplinari che punta, attraverso un percorso aperto e partecipativo, a trasformarsi da pratica a politica educativa.

“In questi quattro anni, il progetto ci vedrà impegnati oltre che nel percorso di ricerca-azione e sperimentazione, in un'intensa azione di advocacy per promuovere un processo di produzione e disseminazione del nuovo metodo, sostenuto dalle competenze trasversali e interdisciplinari dei partner” – afferma la Responsabile del progetto Giorgia Turchetto, che prosegue - “Quando abbiamo cominciato a ‘pensare’ a Di Bellezza Si Vive, abbiamo unanimemente condiviso la necessità che avesse natura politica, riconoscendo l'urgenza di contribuire con la proposta concreta di una nuova policy educativa che possa essere inserita all’interno di un sistema di welfare generativo, nei programmi ministeriali nazionali e locali e sulla frontiera delle esperienze europee, come ad esempio i programmi Erasmus Plus. La candidatura al bando è durata circa due anni: un percorso complesso e sfidante che ci ha portato a misurarci con tanti partenariati interessanti con i quali abbiamo l'ambizione oggi di poter fare rete e sistema. Sarebbe infatti una grande opportunità – continua Turchetto - se già a metà del percorso, Con I Bambini proponesse una seconda edizione del bando “Un Passo In Avanti”, individuando tra i punti qualificanti la capacità e la volontà dei progetti vincitori di proporre la continuità, creando reti e coinvolgendo nuovi attori sui territori. Crediamo infatti che il primo modo per rendere scalabili e replicabili le esperienze sia quello di costruire delle connessioni tra quei soggetti che si distinguono sui territori per essere delle importanti antenne, capaci da un lato di rompere gli steccati autoreferenziali delle proprie organizzazioni, aprendosi a sperimentazioni interdisciplinari e inedite e alla costituzione di partenariati nazionali, e dall'altro di essere connettivi rispetto ai propri contesti e territori coinvolgendo anche attori locali che spesso non hanno la forza o le necessarie risorse per partecipare ad opportunità di cambiamento come quelle offerte dai bandi”. Strategie di lungo termine che sfidano l’era Covid-19, recuperando la centralità della relazione tra chi educa e chi è educato. In questo periodo, tenendo conto delle difficoltà di interazione, il progetto non si è fermato, ma attraverso il web ha avviato una mappatura dei bisogni.

“Porre la bellezza al centro di un progetto di ricerca e intervento per affrontare l’impoverimento educativo è un atto di innovazione di notevole portata, giustificato dai più recenti risultati della ricerca scientifica.” – spiega Morelli. “La bellezza rivela quello che senza la sua esperienza non avremmo sentito e incontrato. Siamo homo sapiens sapiens – continua il Direttore Scientifico del progetto - e disponiamo di competenza simbolica e linguaggio verbale, oltre che di un sistema corpo-cervello-mente neuroplastico che è alla base della nostra intersoggettività costitutiva. Quel sistema può diventare la base per esperienze di bellezza in grado di affrontare e ridurre l’impoverimento educativo”.

ABSTRACT

“Di Bellezza si Vive” is a national project that aims at fighting the negative effects of poverty on education through the power of beauty. Funded by the social enterprise “CON I BAMBINI” under the call for proposals “UN PASSO IN AVANTI” with a total contribution of 2.1 million euros over four years, the initiative involves a large network of partners, dealing with different fields such as education, culture, science, heritage and digital technologies. The main goal of the project is to develop, through an experimental research-action approach, an original educational method, scientifically validated and transferable to different areas (family, public living spaces, schools, cultural places, digital platforms), capable to demonstrate how beauty generates experiences that can unleash children and adolescents from educational poverty by empowering the emotional, cognitive and behavioral potential of individuals and communities.

 

Articoli correlati