“Questa giornata premia gli sforzi e il lavoro fatto in tutti questi anni da una pluralità di istituzioni compresa la generosissima donazione della Federazione Russa che rappresenta l’esempio migliore di come si possa far rinascere città così duramente colpite”. Lo ha detto ad AgCult il sindaco di L’Aquila Pierluigi Biondi a margine della presentazione a L'Aquila del restauro di Palazzo Ardinghelli che dal 30 ottobre ospiterà la sede della sede aquilana del Maxxi, la prima fuori da Roma. La Russia, all'indomani del terremoto del 2009, aveva assunto l'impegno a restaurare due monumenti della città: la chiesa di San Gregorio e, appunto, Palazzo Ardinghelli. L'impegno è stato mantenuto con un finanziamento di circa 7 milioni di euro per la nuova sede del Maxxi.

Secondo il sindaco di L’Aquila - che nel suo intervento ha ricordato l’intuizione del ministro dei Beni culturali Dario Franceschini “che tanto ha fatto per questa città e che tanto continua a fare” di voler una sede distaccata del Maxxi a L'Aquila -, le crisi, che possono essere generate da calamità ma anche da una deindustrializzazione o da un altro fenomeno particolare, “vanno affrontate con la consapevolezza che lo sforzo deve essere economico ma deve essere anche sociale e che bisogna lavorare soprattutto sui legami con il territorio - che sono poi alla base della forza di quegli stessi territori - che passano attraverso il riconoscimento delle proprie opere d’arte, dei propri luoghi simbolo, della cultura come elemento fondamentale ma anche fondante delle comunità”. 

L’apertura del Maxxi L’Aquila quindi rappresenta “un pezzo importante perché all’Aquila non stiamo soltanto riaprendo palazzi: in alcuni casi rimettiamo dentro famiglie, vite, storie, in questo caso rimettiamo dentro opere d’arte in un percorso significativo. Questo non sarà un museo in senso stretto ma un museo in movimento. Interessante sarà anche capire - ha concluso Biondi - come conciliare la storicità del luogo con la contemporaneità delle opere d’arte”. 

 

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