“Un momento emozionante per il Maxxi, per il territorio, per il Paese. Per rialzarci da questa fase abbiamo bisogno di una capacità progettuale, tecnica, di visione, di spesa, di continuità nei progetti. Esattamente quello che è successo qui a L’Aquila. Guardando da fuori questo risultato, possiamo davvero essere tutti orgogliosi di quello che è stato fatto”. Lo dice la presidentessa della Fondazione del Maxxi, Giovanna Melandri, chiudendo gli interventi in occasione della presentazione del restauro di Palazzo Ardinghelli a L’Aquila che dal 30 ottobre ospiterà la sede aquilana del museo di arte contemporanea Maxxi. Doverosi i ringraziamenti istituzionali per un progetto che ha raccolto finanziamenti per oltre 10 mln di euro. Melandri ha ricordato il supporto fondamentale della Federazione Russa e del Mibact, oltre a Cassa Depositi e Prestiti e a Enel, partner storico del Maxxi che accompagna tutte le iniziative più importanti del museo.

Melandri abbandona poi il discorso preparato per procedere a braccio, per "non limitare l’emozione che la giornata di inaugurazione di Palazzo Ardinghelli produce". Sceglie quindi alcune parole per descrivere questa emozione e per rappresentare ciò che spesso manca in Italia e che invece c'è nel progetto del Maxxi L’Aquila. “Da sempre, in Italia, costruire è più difficile che distruggere - dice -. Il nostro è un paese dove mancano delle cose ma che poi miracolosamente sappiamo produrre”. 

ASSIEME - E allora, spiega la presidentessa della Fondazione Maxxi, “la prima parola è un avverbio, ed è ‘assieme’. Non è così frequente in Italia quello che è successo qui. Non è banale, è stato il vero cantiere di un’utopia”. Come non è stata banale la continuità amministrativa nonostante le diverse forze politiche coinvolte in questi anni. 

PROGETTUALITÀ - La seconda parola che Melandri sceglie è ‘progettualità’. “L’Italia ha bisogno di mettere in campo capacità progettuali con visione di lunga gittata e di concretezza. Qui è successo”. E anche lei, insieme a tutti gli altri relatori, ringrazia la Federazione Russa per il contributo determinante che la Russia ha assegnato al restauro di Palazzo Ardinghelli. E ne approfitta per annunciare che “ci sarà il collegamento con un’istituzione prestigiosissima internazionale, la V-A-C Foundation (che si occupa della diffusione e dello sviluppo all’estero dell’arte contemporanea russa, ndr) che ha un forte prestigio e reputazione nello scenario dell’arte contemporanea e con cui vogliamo costruire una relazione non episodica, di scambi”. Ad esempio con delle residenze di artisti su cui il Maxxi sta ragionando anche con il Comune di L’Aquila. 

Per Melandri allora “questo luogo dovrà essere un laboratorio di ricerca e di progettualità con le istituzioni culturali e scientifiche straordinarie e di eccellenza di questo territorio. Qui vogliamo provare a costruire un progetto di ricerca su arte e scienza. Un laboratorio di futuro. Vogliamo immaginare una funzione sociale e formativa delle grandi istituzioni nazionali”.

 

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