“La modifica del codice dei contratti pubblici, che consente anche agli enti territoriali di costruire progetti di valorizzazione culturale usando il partenariato speciale pubblico-privato, riveste una grande importanza per i Comuni, che sono i detentori della gran parte del patrimonio culturale non statale poco utilizzato o inutilizzato”. Lo dichiara ad AgCult, Vincenzo Santoro, responsabile Dipartimento cultura e turismo dell’Associazione dei Comuni italiani (Anci) commentando la norma, introdotta dal Dl Semplificazioni, che consente di attivare partenariati speciali pubblico-privato anche per beni affidati agli enti territoriali e non solo allo Stato. 

LA NORMA - Il Decreto Semplificazioni ha introdotto, nel passaggio al Senato, una modifica del Codice dei Contratti pubblici nella parte che riguarda le forme speciali di partenariato per la fruizione del patrimonio culturale. In particolare, la norma interviene sul comma 3 dell’art. 151 del Codice dei contratti pubblici, il quale attribuisce al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo la possibilità di attivare forme speciali di partenariato con enti e organismi pubblici e con soggetti privati, dirette a consentire il recupero, il restauro, la manutenzione programmata, la gestione, l'apertura alla pubblica fruizione e la valorizzazione di beni culturali immobili, attraverso procedure semplificate di individuazione del partner privato. Adesso, con la modifica introdotta dal Dl Semplificazioni, tale facoltà è conferita allo Stato, ma anche alle Regioni e agli altri enti territoriali.

L’ANCI - Con questa norma, prosegue Santoro, “che avevamo chiesto con forza al Governo e al Parlamento, insieme ai principali soggetti che operano in questo ambito, si potrà passare dalla fase della sperimentazione (avviata ad esempio nel caso del convento del Carmine a Bergamo) a quello dell'uso sistematico di questa procedura innovativa e molto più flessibile, efficace e innovativa per il recupero e la valorizzazione dei beni culturali che potrà proficuamente coordinarsi con alcune previsioni del codice del terzo settore (ad esempio il principio della "coprogettazione degli interventi") e con l'Art Bonus”. 

Ricorda poi il responsabile del Dipartimento cultura dell’Anci che “molti comuni sono pronti a partire e attendevano questa norma. Si sono create dunque le condizioni per aprire un grande cantiere nazionale, con interessanti ricadute in termini culturali, turistici e anche occupazionali”. Un auspicio finale: “Da questo punto di vista, potrebbe essere utile la costituzione di una cabina di regia nazionale per stimolare, accompagnare e sostenere la progettazione locale e monitorarne l'attuazione”, conclude Santoro. 

 

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