“La modifica del Codice dei contratti pubblici (comma 3 dell’art. 151) che estende anche alle Regioni e agli enti territoriali la possibilità di utilizzare forme speciali di partenariato in ambito culturale, introdotta nel ‘decreto Semplificazioni’, è un risultato importantissimo che Federculture ha sostenuto da tempo con proposte ed emendamenti, e che consentirà finalmente una maggiore flessibilità e agilità di azione, rendendo più efficaci e concreti i progetti di gestione e valorizzazione dei beni culturali”. Lo dichiara ad AgCult, Umberto Croppi, direttore di Federculture, commentando la norma, introdotta dal Dl Semplificazioni, che consente di attivare partenariati speciali pubblico-privato anche per beni affidati agli enti territoriali e non solo allo Stato. 

“Si aprono, quindi - aggiunge Croppi -, nuove possibilità per la gestione del patrimonio – sui diversi fronti del recupero, restauro, manutenzione programmata, apertura ai cittadini - nella direzione di un maggiore impegno delle imprese culturali, come auspicato da Federculture, a favore di una più ampia valorizzazione e fruizione del patrimonio stesso.

LA NORMA - Il Decreto Semplificazioni ha introdotto, nel passaggio al Senato, una modifica del Codice dei Contratti pubblici nella parte che riguarda le forme speciali di partenariato per la fruizione del patrimonio culturale. In particolare, la norma interviene sul comma 3 dell’art. 151 del Codice, il quale attribuisce al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo la possibilità di attivare forme speciali di partenariato con enti e organismi pubblici e con soggetti privati, dirette a consentire il recupero, il restauro, la manutenzione programmata, la gestione, l'apertura alla pubblica fruizione e la valorizzazione di beni culturali immobili, attraverso procedure semplificate di individuazione del partner privato. Adesso, con la modifica introdotta dal Dl Semplificazioni, tale facoltà è conferita allo Stato, ma anche alle Regioni e agli altri enti territoriali.

 

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