Via libera definitivo al Dl Semplificazioni. L’Aula della Camera ha approvato il testo con 214 sì, 149 contrari e 4 astenuti. Il provvedimento aveva già ricevuto negli scorsi giorni l’ok di Palazzo Madama ed è quindi legge non avendo subìto alcuna modifica. Diverse le misure che interesseranno il settore culturale, dalle forme speciali di partenariato per la fruizione del patrimonio culturale alle strutture mobili, dalla gestione delle attività di valorizzazione dei beni culturali e dei servizi integrati nei luoghi di cultura alle semplificazioni per la realizzazioni di spettacoli dal vivo, passando per lo “sblocca stadi”, la rigenerazione urbana e semplificazioni in materia di preventiva verifica dell’interesse archeologico per l’effettuazione di scavi per la realizzazione di reti di telecomunicazioni.

LE MISURE PER IL SETTORE CULTURALE

FORME SPECIALI DI PARTENARIATO PER LA FRUIZIONE DEL PATRIMONIO CULTURALE

L’Articolo 8, comma 5, lett. c-ter), introdotta dal Senato, novella l'articolo 151, comma 3, del Codice dei contratti pubblici. Tale comma 3 attribuisce al Ministero dei beni e delle attività  culturali e del turismo la possibilità di attivare forme speciali di partenariato con enti e organismi pubblici e con soggetti privati, dirette a consentire il recupero, il restauro, la manutenzione programmata, la gestione, l'apertura alla pubblica fruizione e la valorizzazione di beni culturali immobili, attraverso procedure semplificate di individuazione del partner privato. La norma mira ad assicurare la fruizione del patrimonio culturale della nazione e favorire altresì la ricerca scientifica applicata alla tutela.

Con la modifica in esame, tale facoltà è conferita allo Stato, alle Regioni e agli altri enti territoriali. Resta fermo, secondo la novella, quanto previsto dall'art. 106, comma 2-bis, del Codice dei beni culturali e del paesaggio (di cui al decreto legislativo n. 42 del 2004) il quale affida al Ministero per i beni e le attività culturali la determinazione del canone per la concessione in uso, a singoli richiedenti, di beni in consegna al medesimo Ministero.

MODALITÀ DI GESTIONE DELLE ATTIVITÀ DI VALORIZZAZIONE DEI BENI CULTURALI E DEI SERVIZI INTEGRATI NEI LUOGHI DI CULTURA

L'articolo 8, comma 7-bis, introdotto dal Senato, interviene sulla disciplina della gestione delle attività di valorizzazione dei beni culturali pubblici, prevedendo che, quando l'attività è prevista in forma indiretta, cioè attraverso soggetti privati, essa possa essere affidata non solo attraverso lo strumento della concessione, come già previsto, ma anche mediante l'affidamento di appalti pubblici di servizi, anche in forma congiunta e integrata. Per “appalti pubblici di servizi” si intendono contratti tra una o più stazioni appaltanti e uno o più soggetti economici aventi per oggetto la prestazione di servizi diversi dall'esecuzione di lavori o opere. È inoltre precisato che nella gestione indiretta le amministrazioni possono progettare i servizi e i relativi contenuti, anche di dettaglio, mantenendo il rischio operativo a carico del privato, fermo restando l'equilibrio economico e finanziario della gestione. Il decreto interviene poi anche sulle modalità di gestione dei servizi integrati presso gli istituti e i luoghi di cultura. Per servizi integrati si intende la gestione integrata dei servizi di assistenza e ospitalità per il pubblico e di quelli di pulizia, vigilanza e biglietteria. Il decreto in esame stabilisce che, qualora l'affidamento dei servizi integrati abbia a oggetto una concessione di servizi, l'integrazione tra i servizi in questione può essere realizzata anche indipendentemente dal valore economico dei servizi considerati.

STRUTTURE MOBILI

Il comma 5 dell’articolo 10, integrato dal Senato, dispone che non è subordinata alle autorizzazioni del Soprintendente o del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo di cui agli articoli 21, 106, comma 2-bis, e 146 del D.lgs. 42/2004 (Codice dei beni culturali e del paesaggio) la posa in opera di elementi o strutture amovibili sulle pubbliche piazze, vie, strade e sugli altri spazi aperti urbani di interesse artistico o storico (aree di cui all’art. 10, comma 4, lettera g), del medesimo Codice), fatta eccezione per quelli adiacenti a siti archeologici o ad altri beni di particolare valore storico o artistico.

Il secondo periodo della norma in esame, aggiunto nel corso dell’esame al Senato, dispone che con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono definite le modalità di attuazione del presente comma.

SEMPLIFICAZIONI IN MATERIA DI PREVENTIVA VERIFICA DELL’INTERESSE ARCHEOLOGICO PER L’EFFETTUAZIONE DI SCAVI PER LA REALIZZAZIONE DI RETI DI TELECOMUNICAZIONI

L’articolo 38 al comma 4 introduce una semplificazione in materia di verifica preventiva di interesse archeologico con riguardo alla realizzazione di interventi di scavo qualora siano utilizzate infrastrutture fisiche esistenti e tecnologie di scavo a basso impatto ambientale in presenza di sottoservizi, novellando il comma 2-bis dell’articolo 7 del decreto legislativo 15 febbraio 2016, n. 33.

SEMPLIFICAZIONI PER LA REALIZZAZIONE DI SPETTACOLI DAL VIVO

L'articolo 38-bis, introdotto dal Senato, prevede – in via sperimentale fino al 31 dicembre 2021 – che per l'organizzazione di spettacoli dal vivo che presentino determinate caratteristiche si possa procedere con segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) al posto di ogni atto di autorizzazione, licenza, concessione non costitutiva, permesso o nulla osta comunque denominato. Si fa eccezione nei casi in cui sussistano vincoli ambientali, paesaggistici o culturali nel luogo in cui si svolge lo spettacolo.

DISPOSIZIONI IN MATERIA DI IMPIANTI SPORTIVI

L'articolo 55-bis, introdotto dal Senato, dispone che, per la costruzione e l'ammodernamento degli impianti sportivi – già prevista dall'articolo 62 del decreto-legge n. 50 del 2017 – si può procedere anche in deroga alle disposizioni in materia di tutela dei beni culturali e dei beni paesaggistici di notevole interesse pubblico, comunque nel rispetto della salvaguardia degli specifici elementi strutturali, architettonici o visuali, che saranno individuati con provvedimento del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo. L'intervento è finalizzato a prevenire il consumo di suolo e a rendere maggiormente efficienti gli impianti sportivi destinati ad accogliere competizioni agonistiche di livello professionistico, nonché a garantire l'adeguamento di tali impianti agli standard internazionali di sicurezza, salute e incolumità pubbliche.

 

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