“Non c'è stata nelle politiche europee la consapevolezza del ruolo che la cultura ha per creare una cittadinanza e per dare un’identità all’Europa. Investire in cultura significa infatti dare il contributo più forte per costruire una cittadinanza europea”. Lo ha detto il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, intervenendo alla Summer School della Scuola di Politiche fondata da Enrico Letta. "Gli esperimenti che sono stati fatti in questi anni, come Erasmus, hanno fatto crescere molto più di altre cose il senso della cittadinanza europea, soprattutto fra i giovani. Mi verrebbe da dire, fatti gli europei facciamo l’Europa. In questo, il contributo della cultura può essere determinante" anche se in passato "non ha corrisposto a questa idea nessuna concreta centralità delle politiche per la cultura nell’ambito delle scelte europee".

"Per questo il Recovery Fund – ha aggiunto il titolare del Collegio Romano - è una grande sfida, apprezzo che la Germania abbia cercato in diversi incontri di far capire che gli investimenti in cultura devono essere centrali nelle scelte di bilancio dell’Ue. Anche perché tra i tanti drammi che ci ha fatto attraversare il Covid, si è capito quanto nell’economia italiana e nelle economie europee conti pesantemente l’assenza di offerta culturale e di turismo. Investire in cultura è una condizione di crescita insostituibile per l’Italia”.

Sul Recovery Fund, ha quindi aggiunto Franceschini, “stiamo discutendo adesso di come utilizzarlo: siamo nella fase in cui ogni ministero tira la coperta dalla propria parte, è naturale che sia così. Sono abbastanza sicuro che ci saranno molte strategie importanti di crescita e di sviluppo sul turismo e la cultura”.

 

Articoli correlati