Ph. ICOM

“Il patrimonio culturale unico” del Libano è stato profondamente danneggiato dalle devastanti esplosioni che lo scorso 4 agosto hanno colpito la città di Beirut e “deve essere preservato”. Lo ricorda Peter Keller, direttore generale di ICOM, parlando in conferenza stampa da Beirut nel corso di una missione congiunta con Marie-Laure Lavenir e Valéry Freland, direttori generali del Consiglio internazionale dei monumenti e dei siti (ICOMOS) e dell'Alleanza internazionale per la protezione dei beni culturali patrimonio nelle aree di conflitto (ALIPH). La visita congiunta, in programma dal 14 al 16 settembre, è l’occasione per i tre direttori di incontrare la Direzione generale delle antichità del Libano (DGA) e i membri della comunità del patrimonio culturale “per ascoltare le loro esigenze e avviare partenariati e progetti concreti con attori locali, per contribuire alla riabilitazione del patrimonio culturale di Beirut”. In conferenza stampa hanno annunciato l'istituzione di una Task force congiunta dedicata alla protezione del patrimonio di Beirut, con l'obiettivo di contribuire al coordinamento dei finanziamenti e delle azioni realizzate sul campo.

“L’insieme del patrimonio culturale deve essere preservato e tramandato alle prossime generazioni”, ha affermato ancora Keller, ricordando il ruolo attivo svolto dal Consiglio internazionale dei musei nell’intervenire nell’immediato per esaminare i danni subiti da musei locali e individuare le esigenze più urgenti. “Quattro giorni dopo l'esplosione, abbiamo inviato la nostra coordinatrice per la protezione del patrimonio per incontrare le squadre dei musei interessati, ottenere informazioni e vedere come ICOM avrebbe potuto sostenerli”. La missione organizzata a Beirut fa seguito alla "Dichiarazione di solidarietà con il Libano e di sostegno al recupero del patrimonio culturale danneggiato di Beirut”, che è stata guidata da ALIPH e firmata da ICOM, ICOMOS e altre trenta organizzazioni e istituzioni culturali a livello globale. “Biblioteche, musei ed edifici storici danneggiati richiederanno un primo soccorso culturale e interventi di recupero a lungo termine - si legge nella dichiarazione di solidarietà -. Le loro collezioni avranno bisogno di protezione e salvataggio urgenti”. Le organizzazioni firmatarie si sono impegnate a fare tutto il possibile per “contribuire al completo recupero del patrimonio” di Beirut, già gravato dalla crisi pandemica da Coronavirus in atto.

Valéry Freland, direttore esecutivo di ALIPH, ha spiegato la sua presenza a Beirut: “Abbiamo voluto mostrare insieme la nostra solidarietà nei confronti della popolazione, ma anche contribuire al coordinamento internazionale e locale delle azioni di tutela del patrimonio, al finanziamento e alla realizzazione di progetti concreti”. Da parte di ALIPH sono state mobilitate risorse iniziali per 5 milioni di dollari (poco più di 4 milioni di euro) per contribuire alla stabilizzazione e alla riabilitazione del patrimonio culturale danneggiato dalle esplosioni. I primi progetti di recupero comprendono lavori di restauro presso il Museo Nazionale di Beirut, in collaborazione con il Museo del Louvre e la DGA, e i soccorsi d'emergenza per una ventina di enti culturali in collaborazione con il Fondo del Principe Claus e il Comitato libanese del Blue Shield. Segue la tutela della collezione vetraria del Museo Archeologico e la riabilitazione della Cattedrale di San Giorgio, mentre è al momento in atto la valutazione di altri progetti da realizzare. Per una riabilitazione del territorio, ha sottolineato anche Marie-Laure Lavenir, direttore di ICOMOS, “servirà tempo. La nostra missione non si fermerà qui. Saremo al fianco" del popolo libanese "lungo la strada" per la ripresa. 

 

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