A chi sarà assegnato, per il 2021, il titolo di Capitale Italiana del Libro? A deciderlo sarà una giuria di esperti sulla base delle istanze presentate a seguito della pubblicazione del bando della Direzione generale Biblioteche e diritto d’autore del Ministero per i Beni culturali, pubblicato sul sito della stessa Direzione il 16 settembre 2020. Il conferimento ha la finalità di favorire progetti, iniziative e attività per la promozione della lettura e al Comune vincitore verrà assegnato un contributo di 500 mila euro.

Il bando fa riferimento al decreto del Mibact per l’assegnazione del titolo di "Capitale italiana del libro" prevista dalla legge sulla promozione della Lettura approvata dal Parlamento all’inizio del 2020. Il decreto ministeriale (DM 398/2020) è stato pubblicato contestualmente alla comunicazione di avvio delle selezioni da parte della Dg Biblioteche. 

La scadenza per la presentazione delle istanze è fissata al 16 ottobre 2020. I dossier di candidatura dovranno essere inviati esclusivamente a mezzo pec all’indirizzo capitaledellibro@mailcert.beniculturali.it.

LE CANDIDATURE E I PROGETTI 

Possono candidarsi per il conferimento del i Comuni. Il bando fissa i contenuti del dossier di candidatura da inviare. Esso dovrà contenere il progetto culturale, comprensivo del cronoprogramma delle attività previste, della durata di un anno, il dettaglio degli interventi programmati, il soggetto o i soggetti incaricati dell’attuazione delle attività, un’analisi di sostenibilità economico-finanziaria, gli obiettivi perseguiti, in termini qualitativi e quantitativi, e gli indicatori che verranno utilizzati per la misurazione del loro conseguimento.

Gli interventi possono essere di carattere strutturale, possono prevedere quote specificamente destinate all’acquisto di libri per le iniziative di lettura e promozione o alla formazione specifica degli operatori della filiera del libro e delle istituzioni partecipanti al progetto. Tra gli interventi ammessi anche l’acquisto o il noleggio di attrezzature e supporti informatici. 

Il dossier deve inoltre indicare le iniziative, con riferimento ai “Patti locali per la lettura”, realizzate dal Comune candidato, nel biennio 2019-2020, per il riconoscimento della qualifica di “Città che legge” da parte del Centro per il libro e la lettura. 

LA SELEZIONE

Le candidature saranno valutate dalla Giuria della Capitale italiana del libro, composta da cinque esperti indipendenti di “chiara fama nel settore della cultura e dell’editoria”. Tre di questi membri sono designati dal Ministro per i Beni culturali e due dalla Conferenza Unificata. 

Per la partecipazione alla giuria, i componenti non dovranno avere avuto rapporti di collaborazione di alcun genere, nei due anni precedenti all’insediamento della stessa, con i Comuni che hanno presentato la propria candidatura e non devono trovarsi in alcuna situazione di conflitto di interesse e/o incompatibilità rispetto agli stessi Comuni. 

La Giuria esaminerà le candidature e individuerà fino a dieci progetti finalisti, invitando i Comuni che li hanno presentati a un incontro per la presentazione pubblica e l’approfondimento del progetto. Nel caso in cui si dovesse raggiungere un numero particolarmente elevato di candidature, la Giuria potrà operare una preselezione.

La selezione della candidatura vincitrice avverrà tenendo conto della coerenza del progetto rispetto alle finalità e agli obiettivi perseguiti, dell’efficacia del progetto come azione culturale diretta al rafforzamento della coesione e dell’inclusione sociale, con particolare riferimento alle giovani generazioni, della previsione di forme di cofinanziamento pubblico e privato, condivisione progettuale con altri enti territoriali e con soggetti pubblici e privati portatori di interesse presenti sul territorio, dell’innovatività e capacità delle soluzioni proposte di fare uso di nuove tecnologie, dell’eventuale sottoscrizione di un “Patto locale per la lettura”, della capacità di promuovere le città attraverso la valorizzazione della cultura del libro e dei festival letterari e degli impatti concreti e prevedibili del progetto sul medio-lungo periodo, anche oltre l’anno in cui la città è Capitale italiana del libro. 

IL TITOLO DI CAPITALE ITALIANA DEL LIBRO 

Istituito a seguito dell’emanazione della Legge per la promozione della Lettura, per il 2020 sarà il Consiglio dei ministri a scegliere la Capitale italiana del libro mentre per gli anni successivi si farà riferimento al bando della Direzione generale Biblioteche. L’eccezione per il 2020 era stata introdotta dal Dl Rilancio in sede di conversione alla luce dei tempi stretti per organizzare una selezione a causa del Covid-19.

Obiettivi principali sono “il miglioramento dell’offerta culturale, la crescita dell’inclusione sociale e il contrasto della povertà educativa, in considerazione delle esigenze della comunità locale di riferimento”; “il rafforzamento della coesione e dell’inclusione sociali, nonché dello sviluppo della partecipazione pubblica”; “l’utilizzo delle nuove tecnologie, anche al fine del maggiore coinvolgimento dei giovani e di altre categorie a rischio di esclusione sociale e dalle innovazioni tecnologiche, quali gli anziani e i disabili”; “la promozione dell’innovazione e dell’imprenditorialità nei settori culturali e creativi”; “il conseguimento di risultati sostenibili nell’ambito dell’innovazione culturale, anche con riferimento all’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile dell’ONU”; “diffondere l’abitudine alla lettura e favorire l’aumento del numero dei lettori, valorizzando l’immagine sociale del libro e della lettura nel quadro delle pratiche di consumo culturale”; “promuovere la frequentazione delle biblioteche e delle librerie e la conoscenza della produzione libraria italiana, incentivandone la diffusione e la fruizione”; “valorizzare le buone pratiche di promozione della lettura realizzate da soggetti pubblici e privati, rafforzandone la collaborazione; i) valorizzare la diversità della produzione editoriale”; “promuovere la dimensione interculturale e plurilingue della lettura nelle istituzioni scolastiche e nelle biblioteche”. 

 

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