Foto di Pier Paolo Metelli

Il ministero dei Beni culturali chiederà alla Corte dei Conti europea di rivedere le conclusioni negative sul Parco archeologico di Pompei espresse lo scorso aprile nella propria relazione speciale. Lo ha annunciato la sottosegretaria al Mibact, Anna Laura Orrico, rispondendo a un’interrogazione della senatrice Virginia La Mura (M5S). Il giudizio della Corte dei Conti Ue aveva sollevato polemiche e suscitato la ferma replica del Parco che aveva rigettato questa valutazione.

La Casa dell'Efebo a Pompei è un “esempio di scarsa attenzione prestata agli aspetti culturali dei siti europei”, aveva scritto la Corte dei Conti Ue, rimarcando come gli interventi di restauro, ultimati nel 2015, non avessero previsto l'installazione di un dispositivo di protezione in policarbonato, lasciato in un magazzino nonostante fosse stato finanziato dal Fondo europeo per lo sviluppo regionale (Fesr). Il dispositivo è stato installato solo all'inizio del 2019, nel corso di lavori di manutenzione, ma questo ritardo di tre anni è “un errore che ha danneggiato l'infrastruttura fisica del triclinio estivo”.

“Il Parco Archeologico di Pompei non condivide il rilevamento di danni al triclinio della Casa dell'Efebo”, fu la risposta dell’ufficio stampa del sito, perché “la teca in policarbonato a protezione delle pitture ad affresco dello stesso, che nella relazione si asserisce non essere stata collocata nei tempi dovuti con conseguente danneggiamento, non era stata installata al termine dei lavori sulla base di specifiche valutazioni tecniche”. Inoltre, “la struttura in policarbonato non rientrava nel progetto realizzato con fondi europei”. 

“Spiace rilevare quanto questo episodio – aveva sottolineato il Parco Archeologico -, possa mettere in cattiva luce il grande impegno e gli sforzi compiuti in questi anni per mettere in sicurezza e salvaguardare il sito di Pompei, con risultati che in più occasioni sono stati apprezzati”. Il Parco archeologico aveva quindi inviato un’ulteriore relazione alla Corte dei Conti europea, invitandola a “una formale e pubblica rettifica della relazione” visto “che le considerazioni e valutazioni tecniche riportate nell'atto pubblicato recano un grave ed ingiustificato danno d'immagine al Porco Archeologico di Pompei e all'Italia”. 

Ora è arrivata la presa di posizione del Collegio Romano. "Sulla base di quanto esposto e della documentazione prodotta dal Parco archeologico di Pompei  - le parole della sottosegretaria Orrico - è intendimento di questa Amministrazione chiedere alla Corte dei Conti europea di rivedere le conclusioni pubblicate nella propria relazione speciale n. 8/2020 relativamente al Parco archeologico di Pompei".

 

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