“La cultura serve innanzitutto a stare meglio. Per questo, Bergamo ha issato la bandiera della cultura, su cui lavora da molti anni, come vessillo della città all’indomani della crisi Covid. Abbiamo ritenuto necessario ripartire da lì soprattutto per i nostri cittadini”. Lo ha detto il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, intervenendo alla presentazione di ArtLab 20 Bergamo, l’appuntamento di settembre della piattaforma indipendente italiana dedicata all'innovazione delle politiche, dei programmi e delle pratiche culturali. Dal 23 al 26 settembre, ArtLab Bergamo farà emergere una più profonda riflessione sul ruolo della cultura nella ricostruzione, prendendo il via dalla città italiana che più di altre porta su di sé i segni dell'epidemia. 

Tra i temi che verranno trattati: cultura e welfare; partenariati speciali pubblico privati per la valorizzazione del patrimonio pubblico; Culture for Europe: Solidarity no Charity; confronto con i parlamentari sui provvedimenti che riguardano il comparto culturale; Bergamo e Brescia Capitali Italiane della Cultura 2023; cultura e tecnologie digitali; dialogo tra fondazioni e operatori culturali per individuare programmi e modalità di intervento volte a contribuire al rilancio e ripensamento delle attività culturali; riflessioni sul lavoro culturale.

La scelta di Bergamo come sede degli incontri è stata presa prima dell’emergenza Covid e questo fa piacere a Gori “perché vuol dire che non è dettato dalla comprensione delle difficoltà che la città ha affrontato, ma contiene motivazioni antecedenti”. Artlab, ha ricordato Gori, è “il più importante luogo di confronto tra decisori pubblici e privati sui temi della cultura presi da tutti i suoi punti di vista”. 

Spesso si tende ad associare cultura e turismo, ha aggiunto il sindaco di Bergamo, “ma la cultura non serve solo a richiamare turisti. Serve ai cittadini per il loro benessere. Me ne sono reso conto qualche sera fa all’esecuzione del Requiem di Verdi donato dalla Fondazione della Scala alla città di Bergamo. Vi garantisco che quella musica mi ha fatto sperare che il futuro possa essere migliore”. Da lì, ha aggiunto, “è nata l’idea di Bergamo e Brescia capitali italiane della cultura. L’iniziativa con il sindaco di Brescia è stata rapidissima, col sostegno di molte città, ed è stata condivisa dal Parlamento italiano che ha scelto all’unanimità di prendere questa decisione”. Questo “stabilisce un orizzonte di lavoro che cercheremo di rendere più inclusivo possibile coinvolgendo molti intorno a un’espressione delle due comunità che significativamente si pongono una accanto all’altro. Bergamo e Brescia lavoreranno davvero insieme”.

 

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