Il progetto di restauro e valorizzazione dell’ex carcere borbonico di Santo Stefano dovrà essere “integrato, partecipato ed europeo”. Lo ha sottolineato la commissaria del governo, Silvia Costa, aprendo il workshop che si è tenuto a Ventotene sul progetto di restauro e valorizzazione dell’ex carcere. La giornata si è focalizzata in particolare su cinque tematiche: Storia del carcere e dell’isola; Un’idea d’Europa; Sostenibilità, innovazione e ambiente nell’Euromediterraneo; Ricerca, formazione e patrimonio culturale; il ruolo degli enti locali e degli operatori del turismo e delle imprese. Sono intervenuti, fra gli altri, David Sassoli, Presidente del Parlamento Europeo, Giampiero Marchesi (Responsabile Unico del Contratto (CIS) Santo Stefano – Ventotene), il ministro per il Sud e la Coesione territoriale Giuseppe Provenzano, Roberto Vellano (Coordinatore EUNIC - European Network Cultural Institutes), Andrea De Pasquale (Direttore della Biblioteca Nazionale di Roma) ed  Enrica Onorati (Assessore Agricoltura, Ambiente e Risorse Naturali - Regione Lazio). Ha moderato il dibattito Cristina Loglio, consigliera del commissario Costa.

INTEGRATO: “Non è immaginabile – ha spiegato la Costa - un progetto di respiro e che crei nuove opportunità, economia, sviluppo sostenibile ed occupazione senza una forte integrazione, da subito, tra le due isole. E se così è, allora il periodo che abbiamo davanti e che certamente avrà i suoi tempi per realizzare le opere, non deve essere per i Ventotenesi un tempo di attesa ma di grande visione, capacità di proposta ed operosità. Naturalmente a partire da quanto già esiste e si fa, penso ad esempio alla grande e consolidata attività di campi scuola e didattici, oltre che della ricettività e del turismo, o della agricoltura innovativa e dell’edilizia. Ma per attrezzarsi in vista di questa nuova prospettiva è necessario mettere in moto tutte le risorse umane, culturali e imprenditoriali di Ventotene per preparare una nuova fase di sviluppo che: qualifichi, destagionalizzi e diversifichi la ricettività delle due isole, che rafforzi il turismo culturale, artistico e scientifico, che risponda alla nuova domanda che si attiverà (giovani, studenti, artisti, ricercatori, ma anche training per operatori e competenze dello sviluppo sostenibile in alleanza con altre agenzie formative). Ma per questo occorre fare delle scelte e dei progetti insieme ad altre Amministrazioni, in primis la Regione Lazio e i Ministeri interessati, anche con risorse aggiuntive e con partenariati pubblico /privati. Ad esempio se si vuole essere competitivi nell’offerta europea ed internazionale di Alta formazione e di residenze per artisti, la prima richiesta è una accoglienza a bassi costi con una offerta di servizi diversificati e una professionalità ed accoglienza specifica. Serve un salto di qualità nel sistema digitale e nella logistica, nei trasporti sostenibili e nella qualificazione di personale con padronanza linguistica ecc. Perché non pensare da subito ad un vero e proprio campus a Ventotene con un partenariato pubblico e privato anche coinvolgendo giovani imprenditori? Ci sarà un fondo dedicato della Cassa Depositi e Prestiti che abbiamo ispirato noi e un indirizzo specifico del ministero del turismo, mirato all’acquisto anche di alberghi destinandoli a residenzialità per studenti e docenti coinvolti in percorsi di Alta formazione". 

PARTECIPATO: “Ritengo che senza un ascolto e una partecipazione attiva e propositiva della comunità locale ma anche di quella più larga e glocal che rende così speciale e amata l’isola di Ventotene, non nascerà nessun progetto sostenibile e realizzabile. Per questo ho pensato con il mio staff a questa iniziativa di ascolto reciproco che si colloca in una fase strategica del mio lavoro, di quello del TIP, insieme a Giampiero Marchesi /Ruc e di Invitalia, come Soggetto attuatore del Progetto. Lo abbiamo voluto promuovere nella fase ascendente, di elaborazione dello Studio di Fattibilità, già avviato con il documento preliminare di Invitalia aggiornato con le Linee guida predisposte da me e dal mio staff sulla base delle indicazioni del Tavolo istituzionale che presiedo, di consultazioni di istituzioni, centri di ricerca e formazione, possibili partner istituzionali e tecnologici che ho già avviato e stiamo formalizzando. 

EUROPEO: “In Europa Ventotene rappresenta una realtà glocal che è nell’immaginario dei giovani europei, ma che come abbiamo detto ieri si deve alimentare con la formazione che già associazioni storiche fanno, con reti europee, con ospitalità alle Università europee, con summit già proposti dal ministro Franceschini con spring e autumn school di intesa con istituzioni Ue (Bruges, IEU di Firenze, ecc). Il progetto per Santo Stefano deve rafforzare questa dimensione europea ed euromediterranea e su questo piano mi sto muovendo”.

LA MISSION

“La nostra mission – ha aggiunto la commissaria del Governo - poggia su quattro fondamentali pilastri:

  1. La forte identità e bellezza dell’ex Carcere borbonico, il Panoptikon e l’esigenza di rispettarne l’autenticità di documento architettonico e la cittadella carceraria come un Unicum e un paesaggio ambientale e storico dell’isola da riconoscere e valorizzare e su cui promuovere ricerche (confino per sei donne romane, periodo medioevale).
  2. Il dovere di raccontare alle nuove generazioni la storia di questo ergastolo, lunga quasi duecento anni, come luogo di dolore, espiazione e redenzione ma anche di “alti pensieri” e simbolo di lotta per la libertà e la democrazia, per la presenza di ribelli a diversi regimi e di protagonisti del Risorgimento e dell’antifascismo che ispirarono la Costituzione italiana e poi l’idea di Europa nel vicino confino di Ventotene. Ma con la consapevolezza di come siano state sempre intrecciate le vite delle due isole e le storie delle famiglie di Ventotene con la cittadella carceraria, e quindi l’obiettivo di un progetto che rimetta insieme queste due realtà, in un’unica prospettiva di sviluppo, di nuova economia e occupazione, destagionalizzando e diversificando. L’una valore per l’altra.
  3. La grande responsabilità e dovere di recuperare questo patrimonio, come occasione di valorizzazione storico-culturale e ambientale e di rafforzare giuridicamente l’interesse culturale dell’isola (come si sta facendo con la Soprintendente), rispettando la autenticità dell’edificio nel restauro e immaginando un recupero del Bene in una logica di sostenibilità, di soluzioni innovative tecnologiche e infrastrutturali, con un progetto espositivo della storia del Carcere, di Alta formazione di brevi periodi immersive e di residenzialità artistica e di ricercare, di capability building in ambito europeo e euromediterraneo, integrata con l’isola di Ventotene e con l’arcipelago pontino.
  4. Un progetto che deve avere una visione europea ed euromediterranea, come è il mandato del Governo, come ci ha ricordato il Presidente David Sassoli e come dimostra anche la candidatura al Label del patrimonio, nonché la recente adesione del Sindaco al Manifesto lanciato a Ponza insieme a Prima, alla UPM (che sono qui con noi) e alla rete di soggetti impegnati per un dialogo e la cooperazione tra le sponde nord e sud”.
 

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