Cultura e turismo sono essenziali leve di sviluppo, tra le altre, su cui costruire il rilancio dell’Italia post Covid attraverso le risorse messe a disposizione dal Recovery Fund. Lo ha detto il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, Luigi Di Maio, in audizione di fronte alle Commissioni Riunite Affari esteri e Attività produttive della Camera, presso la Sala del Mappamondo, sull’individuazione delle priorità nell’utilizzo del Recovery Fund.

“Sappiamo che una grande parte della spinta propulsiva - ha aggiunto il ministro - è legata alla proiezione esterna del nostro Paese: dall’export agli investimenti esteri, dal turismo internazionale alla fascinazione che il nostro patrimonio artistico e culturale esercita in tutto il mondo. Il made in Italy è un volano fondamentale. Il 32% del nostro Pil è fatto dall’export e il 15% del Pil è turismo. Turismo che possiamo attrarre quanto più siamo capaci di raccontare e promuovere con efficacia all’estero bellezza, cultura, storia e capacità di innovazione: i saperi e sapori dei nostri territori”.

Alla luce di questa consapevolezza, ha spiegato ancora il ministro degli Esteri, il governo ha individuato alcune priorità tra cui “il riconoscimento del valore del Made in Italy e delle filiere della cultura e del turismo come essenziali leve di sviluppo”. Gli strumenti che saranno messi in campo “sono tra gli altri il rafforzamento del Patto per l’export e la promozione dell’industria cultura e del turismo”. Il Patto per l’export, varato dopo una vasta concertazione con le categorie - ha ricordato Di Maio -, può contare già “su risorse ingenti (circa 2 mld di euro) e poggia su sei solidi pilastri tra cui la comunicazione con una campagna di Nation Branding sui principali mercati dell’export e la promozione di cultura attraverso la rete diplomatica e consolare all’estero”. 

 

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