“La crisi dell’industria culturale è un altro dei temi centrali che purtroppo la pandemia ha messo in luce. In questi giorni stiamo facendo una serie di audizioni sul Recovery Fund che sarà un’opportunità incredibile per il rilancio dell’economia del paese; credo che la cultura debba trovare assolutamente la sua centralità e questo è l’impegno che come commissione cultura sento di prendere. Abbiamo attivato ante covid questa indagine conoscitiva sui lavoratori dello spettacolo con la commissione Lavoro e c’è tutta la volontà di velocizzare il percorso perché crediamo che l’industria culturale e creativa sia fondamentale per lo sviluppo del paese”. Lo ha sottolineato la presidente della comm. Cultura della Camera, Vittoria Casa (M5S), intervenendo ad ArtLab 2020 al panel “Le professioni culturali: riconoscimento, tutele e diritti”. “L’obiettivo è di arrivare a una formulazione dello statuto dei lavoratori dello spettacolo, che credo sia il passaggio normativo fondamentale per dare pari opportunità di lavoro anche a questi lavoratori. L’impegno della commissione sarà massimo in questa direzione”. 

Sono intervenuti, tra gli altri, Ugo Bacchella (Presidente, Fondazione Fitzcarraldo), Chiara Chiappa (Consulente del lavoro, Metis studio associato), Paolo Fresu (Musicista e direttore artistico), Alessandro Purificato (CGIL Funzione Pubblica), Alessandra Carbonaro (Membro VII Commissione Camera dei Deputati), Andrea Giaccone (Membro XI Commissione Camera dei Deputati), Roberto Nencini (Presidente VII Commissione Senato della Repubblica), Cristina Patelli (Membro VII Commissione Camera dei Deputati), Francesca Puglisi (Sottosegretario di stato al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali), Roberto Rampi (Membro VII Commissione Senato della Repubblica), Debora Serracchiani (Presidente XI Commissione Camera dei Deputati) e Pasquale Tridico (Presidente INPS). 

La crisi provocata dal Covid-19 ha portato sotto la luce dei riflettori la fragilità, la frammentarietà e l’aleatorietà delle forme contrattuali dei settori culturali e creativi, caratterizzati da una moltitudine di microimprese e di forme di auto-imprenditorialità individuale, con forme contrattuali di ingaggio atipiche e temporalmente determinate. Questa condizione dipende dalla natura intrinseca e dalla caratteristica storica del lavoro artistico e intellettuale, accentuata negli ultimi anni, dalla politica di esternalizzazioni che le imprese e le istituzioni culturali hanno operato per far fronte alle profonde trasformazioni della produzione, dell'offerta e della domanda di cultura , e in presenza per forte diminuzione delle risorse.

Obiettivo della sessione è stato quindi di individuare modalità, contenuti e perimetro di un percorso istituzionale di ascolto attraverso il quale Parlamento, Governo e INPS possano definire un quadro di riferimento normativo complessivo, a partire dal riconoscimento del valore centrale delle professioni culturali per la qualità della vita e uno sviluppo economico sociale sostenibile.

 

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