“Penso che la motivazione forte che ha spinto i due sindaci a candidare le città sia che questo titolo ci può spingere fuori dall’incertezza dovuta alla pandemia. In questi mesi infatti ci siamo sentiti fragili e penso che questo titolo ci possa spingere nella direzione di superare questa incertezza, creando con la cultura quegli stimoli che sono fondamentali per tutto il territorio”. Lo ha detto Nadia Ghisalberti, assessore alla Cultura di Bergamo, intervenendo al panel “Verso Bergamo e Brescia Capitali Italiane della Cultura 2023” che si è svolto nell’ambito di ArtLab 2020. “Crediamo che con la cultura sia possibile affrontare le sfide più importanti, come quelle ambientali ed economiche, che questo tempo ci chiede. La cultura può rigenerare un territorio e creare comunità, può far star bene le persone: un cittadino che vive in una città con un’intensa vita culturale ha inoltre una maggiore consapevolezza dell’essere cittadino e della sua comunità”. 

La sessione è stata un'occasione di riflessione critica sulle esperienze delle città europee ed italiane che si sono succedute dal 1985 come Capitali Europee della Cultura e dal 2015 come Capitale Italiana della Cultura. Gli interventi, affidati ad autorevoli protagonisti della selezione delle candidature, di studi di valutazione nonché di gestione di questi programmi, hanno proposto le principali lezioni emerse negli anni, allo scopo di contribuire al processo di progettazione delle Città e delle comunità di Bergamo e Brescia, sulla via del 2023.

 

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