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Nel periodo post Covid è emersa la possibilità di ripensare al turismo come un processo portavoce dei valori del territorio da un punto di vista non solo dei beni culturali in esso presenti, ma anche degli elementi immateriali che lo caratterizzano.

In alcuni casi si è anche parlato di turismo valoriale, quel turismo cioè incline all’approfondimento delle relazioni umane nonché dei valori del territorio, inteso dal punto di vista fisico, con un’attenzione particolare alle comunità che lo abitano.

Spunto calzante per affrontare questo tema è il recente studio dell’Organizzazione Mondiale del Turismo sul rapporto tra turismo e patrimonio intangibile (“Study on Tourism and Intangible Cultural Heritage”) che, primo rapporto sul tema, ha affrontato alcuni elementi chiave proponendo possibili sfide per il futuro.

LO STUDIO

La pubblicazione esplora le principali sfide, rischi e opportunità per lo sviluppo del turismo legati al patrimonio culturale intangibile – di qui in poi Intangible Cultural Heritage (ICH), suggerendo al contempo passaggi pratici per l'elaborazione, la gestione e la commercializzazione dei prodotti turistici basati su ICH. Attraverso un ampio compendio di casi di studio e buone pratiche tratte da cinque continenti, il rapporto offre inoltre raccomandazioni sulla promozione di uno sviluppo turistico responsabile e sostenibile attraverso la salvaguardia dei beni culturali immateriali.

IL PATRIMONIO CULTURALE INTANGIBILE

La Convenzione per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale adottata nel 2003 dalla Conferenza Generale dell’UNESCO, definisce il ICH come «l’insieme delle prassi, delle rappresentazioni, delle espressioni, delle conoscenze, il know-how – come pure gli strumenti, gli oggetti, i manufatti e gli spazi culturali associati agli stessi – che le comunità, i gruppi e in alcuni casi gli individui riconoscono in quanto parte del loro patrimonio culturale».

Secondo questa definizione inoltre il ICH viene inteso in modo molto fluido, come cioè un patrimonio ricreato dalle comunità e dai gruppi in risposta al loro ambiente, alla loro interazione con la natura e alla loro storia, e dà loro un senso d’identità e di continuità, promuovendo in tal modo il rispetto per la diversità culturale e la creatività umana.

Al tempo stesso questa interpretazione è diventata una pietra miliare nell’evoluzione delle politiche internazionali per promuovere la diversità culturale, poiché per la prima volta la comunità internazionale ha riconosciuto la necessità di sostenere le manifestazioni ed espressioni culturali, che fino ad allora non avevano beneficiato di un quadro giuridico e programmatico così ampio.

Questa ricchezza globale di tradizioni è diventata una delle principali motivazioni del viaggio, con turisti che cercano di interagire con nuove culture e sperimentare la varietà globale delle arti dello spettacolo, dell’artigianato artigianato, delle tradizioni del territorio e delle sue espressioni di folklore.

VALORI DEL TERRITORIO E TURISMO DI PROSSIMITÀ

Questa lettura ben si sposa anche con le riflessioni sulla dimensione di prossimità che sono emerse nel periodo post Covid. Una recente nota dell’UNWTO (14 settembre 2020) sottolinea come nella maggior parte delle destinazioni, il turismo interno genera entrate maggiori rispetto al turismo internazionale.

Nei paesi OCSE, il turismo interno rappresenta il 75% della spesa turistica totale, mentre nell'Unione europea la spesa turistica interna è 1,8 volte superiore alla spesa turistica in entrata.

A livello globale, i più grandi mercati turistici nazionali in termini di spesa sono gli Stati Uniti con quasi 1.000 miliardi di dollari, la Germania con 249 miliardi di dollari, il Giappone con 201 miliardi di dollari, il Regno Unito con 154 miliardi di dollari e il Messico con 139 miliardi di dollari.

Per quanto riguarda l’Italia, l’Enit ha di recente comunicato che durante il periodo estivo solo 3 italiani su 100 hanno varcato il confine nazionale.

TURISMO VALORIALE E CURA DEL PATRIMONIO CULTURALE INTANGIBILE

Lo studio sottolinea come sia fondamentale, nel legame tra turismo e ICH, riflettere sui valori.

Valori territoriali, ma anche valori che caratterizzano un modus operandi consapevole e sostenibile: gli operatori turistici devono acquisire coscienza rispetto alle pratiche di gestione del mondo culturale e, allo stesso tempo, le istituzioni culturali devono confrontarsi con il mondo del turismo per comprenderne i processi e le relazioni.

Tra gli obiettivi dello studio ci sono infatti due elementi fondamentali: 1) analizzare e proporre possibili processualità per la gestione delle destinazioni e del relativo ICH, 2) suggerire possibili approcci per affrontare le sfide del mondo turistico con obiettivi di salvaguardia e cura dell’ICH.

Attraverso l’analisi di casi di studio internazionali, infatti, il rapporto identifica sei ambiti chiave rispetto ai quali sarebbe opportuno lavorare in sinergia tra i diversi mondi: 1) artigianato e arti visive; 2) enogastronomia e tradizioni culinarie, 3) pratiche sociali ed eventi, 4) musica e arti performative, 5) tradizioni ed espressioni orali, 6) conoscenza e pratiche riguardanti la natura e l’universo in generale.

SFIDE ED OPPORTUNITÀ

Lo studio offre inoltre alcune riflessioni molto operative relative a possibili sfide per il futuro circa il rapporto tra turismo e ICH.

Fra queste emergono con forza:

1. Valorizzare i possibili legami tra i due mondi: leggere, interpretare e proporre possibili link non solo tra i soggetti appartenenti ai due ecosistemi, ma anche tra le visioni per possibili future politiche.

2. Definire prodotti turistici valoriali che si facciano cioè portavoce delle espressioni dell’ICH sul territorio attraverso l’identificazione di un brand comune, la valorizzazione delle diversità, lo sviluppo di nuovi itinerari, il rilancio di circuiti.

3. Lavorare sulla consapevolezza delle comunità per la comunicazione del patrimonio attraverso prodotti turistici specifici.

4. Mantenere l’autenticità trovando strade che vadano oltre la mercificazione dei luoghi, ma che ne identifichino possibili esperienze specifiche da proporre ai visitatori.

5. Creare esperienze che innervino ponti tra istruzione e intrattenimento (education and enterteinment) attraverso performance, arti visive, laboratori tattili e momenti autentici, in cui le comunità possano comunicare direttamente i loro valori fondamentali in processi di co-creazione con i visitatori.

6. Valorizzare il dinamismo culturale per la cura del patrimonio immateriale e la sua conservazione negli anni attraverso le nuove generazioni. Il turismo in tal senso, secondo l’UNWTO, può essere un potente catalizzatore per la riproduzione e rivitalizzazione della culturale locale.

In ultimo si pone l’attenzione sull’importanza di affiancare le sfide proposte da un accurato piano di monitoraggio e valutazione, che non abbia soltanto l’obiettivo di restituire un quadro degli effetti generati dal progetto, ma che accompagni i processi, contestualmente all’analisi del punto di vista dei visitatori che hanno vissuto le esperienze

PAROLE CHIAVE PER POSSIBILI INTERPRETAZIONI DEL FENOMENO

Da questa lettura possono emergere alcune riflessioni relative a possibili parole chiave che potrebbero innervare gli scenari turistici del prossimo futuro soprattutto in questo contesto post pandemico, così come esplicitato in una precedente riflessione pubblicata sulla Rubrica Letture Lente qualche mese fa:

Valore inteso non solo come elemento fondante le comunità e i territori, ma anche come modus operandi e veicolo di connessioni tra mondi diversi.

Esperienza non solo come “prodotto” turistico vendibile, ma come processo di co-creazione di occasioni, iniziative, progetti in processi che nascono e si sviluppano dal basso.

Autenticità che guarda ad una possibilità di attivare opportunità anche nelle destinazioni meno visitate che possono proporsi attraverso sguardi inediti.

Cura del patrimonio, delle comunità e delle relazioni che emerge con forza nell’ambito dell’ICH, sottolineando la necessità di salvaguardare il territorio e i suoi abitanti per la creazione di ecosistemi di esperienze sia rivolti a visitatori esterni, sia che guardino al benessere di coloro che li abitano.

Starà a noi operatori culturali cogliere l’opportunità e la sfida di progettare con occhi attenti ai territori, competenza e cuore.

ABSTRACT

The recent report, developed by the World Tourism Organization, “Study on Tourism and Intangible Cultural Heritage” focuses on the link between the Intangible Cultural Heritage (ICH) and the tourism sector. Together with some general reflections and case studies analysis, the document proposes some recommendations to stakeholders and territorial operators to foster a sustainable and responsible tourism development, by safeguarding and incorporating intangible cultural assets into the policies of all relevant actors in the sector. In this framework, the article suggests some relevant issues of the document and proposes some reflections on some key dimensions of the tourism during the post-Covid phase, such as the importance of territorial and communities values, the topic of experience tourism linked with the authenticity of cultural contexts, and the heritage care in terms of safeguarding and quality of life.

 

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