“La ratifica della Convenzione di Faro attesa da parte del parlamento italiano dà maggiore vigore e credito a chi, in un momento in cui la vita nei borghi piccoli e sani, sembra un rifugio e un traguardo, tenta di aprire le comunità e di inserirle in contesti planetari di problemi e di soluzioni”. Lo ha dichiarato ad AgCult Sabrina Ciancone, sindaco di Fontecchio a pochi giorni dall’approvazione da parte del Parlamento della legge di ratifica della Convenzione di Faro. Ciancone amministra il piccolo comune dell’Abruzzo che nel 2013, con un atto del Consiglio comunale deliberato all’unanimità, ha aderito, primo in Italia, ai principi della Convenzione. Ma già quattro anni prima – all’indomani del terremoto dell’Aquila nell’aprile 2009, che aveva colpito anche il suo tessuto urbano e sociale – il paese aveva avviato, nell’ambito del processo di ricostruzione, Borghi Attivi, un progetto di democrazia deliberativa che ha portato alla definizione e all’adozione delle Linee guida per lo sviluppo locale e per l’estetica del paese. 

Che un comune di 350 abitanti possa aderire, primo in Italia, ai principi della Convenzione di Faro, spiega Ciancone riconfermata sindaco alle ultime elezioni, “è ininfluente ai fini della vicenda complessiva, ma per noi è stato estremamente importante. L'importanza non è misurabile, i risultati non sono tangibili, è l'avvio, il rafforzamento di una azione complessiva di sviluppo a base culturale. Partecipazione, conoscenza del patrimonio, condivisione delle linee di sviluppo sono principi che ancor prima della conoscenza del testo cercavamo di mettere in atto. L'adesione, la rete di esperienze e ora la ratifica hanno dato forza alla nostra azione. La pratica della Convenzione è nella coerenza di ogni iniziativa, discorso, progetto con le idee di responsabilità collettiva, coesione sociale e dignità al patrimonio”.

Le riflessioni sulla rivitalizzazione dopo un disastro naturale, basandosi sulla filosofia di Faro, avviate nel workshop research in action del 2017 “sono state linee guida importanti per le decisioni e gli indirizzi della nostra amministrazione comunale”. E’ così che “conoscenza, rispetto e uso del patrimonio, valenza economica della cultura, nesso con la coesione sociale... sono teorizzazioni di piccole, costanti e ostinate iniziative che continuiamo a portare avanti”.

Fontecchio fa anche parte della rete delle Città Laboratorio, individuate dal Consiglio d’Europa proprio per “testare” l’applicazione dei principi della Convenzione. “Abbiamo conosciuto nel network della Convenzione, esperienze della Romania e della Francia, della Spagna e dell'Armenia. Con un minimo comune denominatore: la potenza e la trasversalità del lavoro con l'arte, con l'educazione, per affrontare problemi apparentemente lontani dall'ambito culturale. Discriminazioni, diseguaglianze, povertà, sembra una magia, ma si possono affrontare anche e fortemente con i principi della Convenzione di Faro”.

 

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