"Con una scelta fortemente simbolica, in Presidente di Acri ha scelto Ventotene, tra le 50 città nelle quali le Fondazioni di origine bancaria festeggiano la loro giornata, per presenziare al rito delle giovani orchestre che fanno risuonare l’Inno alla gioia. La Next generation EU rilancia l’alleanza tra i Paesi membri nel segno di cultura e cittadinanza, e ancora una volta è la musica a portarci oltre i confini, grazie al suo linguaggio universale". Lo ha sottolineato Silvia Costa, commissaria straordinaria del Governo per il recupero dell’ex carcere borbonico di Santo Stefano, intervenendo a Ventotene all'evento “RisuonaItalia. Tante piazze, una sola comunità”: alle 11, in oltre 50 città del Paese, è risuonato l’Inno alla gioia, in un grande concerto simultaneo di orchestre giovanili, promosso da Acri e dalle Fondazioni di origine bancaria in occasione della Giornata europea delle Fondazioni. All’iniziativa sono intervenuti: Francesco Profumo, presidente di Acri, Gerardo Santomauro, sindaco di Ventotene, Roberto Sommella, presidente de La Nuova Europa ed Eva Giovannini, giornalista Rai.

"Ho terminato da poco i due mandati come parlamentare europea, che ho dedicato proprio a Cultura, educazione, giovani, come presidente della commissione cultura. Mi sono spesa per il riconoscimento del ruolo degli artisti e la loro libera circolazione, una forma efficace di promozione di cittadinanza creativa e consapevole. Qui a Ventotene acquista uno speciale significato ricordare la EUYO, che il Parlamento europeo e il Ministro Franceschini hanno salvato dalla cancellazione e portato in Italia. E anche il programma a sostegno della mobilità degli artisti, che fin dal Medio Evo hanno portato dialogo e scambio culturale attraverso i confini europei e che ora, per effetto del COVID, sperimentano enormi difficoltà specie nelle tournée internazionali. Attraverso il programma pilota e-Portunus e ora, con il call for tender sulla mobilità degli artisti incluso in Europa creativa l’Unione europea prende sul serio questa sfida. Durante l’Anno europeo del patrimonio culturale-2018, abbiamo sperimentato che la cultura costituisce un necessario pilastro, il quarto, per lo sviluppo sostenibile. L’Italia ci ha creduto e ha avuto un ruolo di traino, grazie a politici capaci, espressione di un Paese che ha saputo reagire alla sfida del COVID con coesione, forza d’animo e creatività".

"L’ultima iniziativa pubblica che ho tenuto a Bruxelles come parlamentare europea - ricorda la Costa - è stata con l’Associazione europea delle Fondazioni. Lo sa molto bene il Presidente Profumo e la Fondazioni di origine bancaria ne hanno dato testimonianza durante l’Anno europeo e molto fortemente nei mesi scorsi di pandemia, quando sono accorse a sostegno del mondo economico e della cultura, incluso il settore creativo e culturale, con una prontezza e capillarità impossibili per la parte pubblica. Mi aspetto ora che, oltre all’impegno nei singoli Paesi, rafforzino le loro iniziative comuni a livello europeo, anche nel quadro delle iniziative della DG EAC, che chiama a partenariati pubblico-privati più strutturati nel campo del patrimonio culturale e anche delle attività culturali a finalità sociale. Mi auguro che il progetto di riqualificazione di Santo Stefano veda al nostro fianco tanto le Fondazioni italiane quanto la loro Associazione europea".

"Il progetto per Santo Stefano rilancia il recupero e la valorizzazione dell’ex carcere, che vuol essere un memento per le nuove generazioni. Ogni generazione deve riappropriarsi del significato delle scelte che hanno fondato la Costituzione italiane e quella europea: libertà di pensiero e di espressione, no alla pena di morte, no a pene degradanti, riabilitazione come prospettiva possibile per ogni reo. Santo Stefano, integrato con Ventotene, offrirà ai giovani un luogo di incontro con la storia, di studio, di silenzio, di creazione artistica in residenza, di armonia con l’ambiente, con una visione europea ed euromediterranea, grazie a partenariati di alto livello ora in definizione. A Ventotene c’è già, e da molti anni, un terreno fertile di cui questa scuola è espressione: lo abbiamo constatato nel recente incontro del 17 settembre scorso, di cui è stata protagonista la comunità locale, inclusa la Scuola d’Europa. Vi invito, come già hanno fatto Roberto Sommella e Raffaella Rizzo, a contribuire con le vostre idee e a impegnarvi in prima persona per questo progetto.

 

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