"Ricordare Dante non è solo ricordare la sua grandezza, ma è un modo di rendere viva l'identità nazionale. L'Italia ha bisogno di ritrovare nei momenti difficili dei motivi di identità comune per imparare a sentirsi parte di una comunità nazionale e di riconoscersi intorno a dei valori comuni. Dante è un simbolo dell'Italia". Lo ha detto il ministro per i Beni culturali Dario Franceschini intervenendo alla conferenza stampa per le Celebrazioni Dantesche che si è tenuta nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze. Insieme al ministro anche il sindaco del capoluogo toscano Dario Nardella e l'assessore alla Cultura del Comune, Tommaso Sacchi.

Nel corso della conferenza, sono state presentate le iniziative che saranno realizzate durante le celebrazioni dantesche a Firenze.

In Italia, ha ricordato il ministro, "abbiamo la cattiva abitudine di arrivare ai centenari all'ultimo momento. Questa volta abbiamo fatto in modo diverso. La legge sui tre centenari, Leonardo, Raffaello e Dante, è stata approvata tempo fa".

In Italia, ha aggiunto Franceschini, "sono stati presentati più di 400 progetti a cui si sono aggiunte le iniziative locali. La grande sfida ora è non chiudere con il 2021 il ricoro di Dante ma costruire iniziative che durino nel tempo. Abbiamo lavorato per lasciare iniziative permanenti. Ad esempio il Dantedì è partito in un anno complicato ma diventerà un modo permanente per non concentrare solo negli anniversari" il ricordo del poeta.

Va in questa direzione anche "la scelta fatta e finanziata di creare a Firenze il Museo della lingua italiana: sarà l'occasione per celebrare il padre della nostra lingua in modo permanente, ricordandone la grandezza letteraria, e rendere viva l'identità nazionale dell'Italia".

 

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