“Non sempre la Commissione europea è in grado di difendere fino in fondo i programmi culturali, uno dei tratti distintivi della costruzione europea per i quali l'Europa è riconoscibile, come Horizon ed Erasmus. Questo deve essere al centro nei prossimi mesi di rinascita e ricostruzione. Se non vogliamo solo tornare alla situazione precedente ma che la ricostruzione ci porti verso società più inclusive, sostenibili e resilienti, dobbiamo mettere la rinascita culturale al centro”. Lo ha detto il commissario europeo agli Affari economici, Paolo Gentiloni, in un video-messaggio inviato in occasione dell'evento a Milano di Aici “Riparti cultura, riparti Italia” alla Fondazione Feltrinelli. 

“Oggi la sfida del nuovo umanesimo europeo, che solo sulla cultura può fondarsi, deve essere messa alla prova della ripartenza: abbiamo bisogno di darle priorità, anche rafforzandola nella sua dimensione europea – ha aggiunto Gentiloni -. Da questo punto di vista, l'Italia, può dare un contributo fondamentale per la sua storia e la sua bellezza. Se l'Europa può ripartire dalla cultura, può farlo se avrà un contributo italiano in questa direzione”. 

“L'Europa ha attraversato in questi mesi una delle prove più difficili dal dopoguerra, in tutti i suoi Paesi ma anche nelle istituzioni – ha osservato Gentiloni -. Di fronte alla pandemia c'è stata una risposta senza precedenti che ha fatto capire che l'idea di Europa e gli ideali del progetto europeo sono più forti delle nostre divisioni. E' quello di cui parliamo quando parliamo di modello europeo che è questo mix tra welfare state, pluralismo politico e rispetto dello Stato di diritto, la cooperazione multilaterale a livello internazionale. Tutti questi elementi hanno dimostrato di essere così importanti in questi mesi difficili”.

Nei mesi del lockdown, ha sottolineato Gentiloni, “abbiamo scoperto quanto siamo fortunati ad essere nati cittadini europei, ciascuno con le proprie differenze. E di questo suo essere un modello, è parte fondamentale la dimensione culturale. In questi mesi la cultura si è fermata nelle occasioni pubbliche, la bellezza delle nostre città e dei nostri territori è stata come svuotata dalla vita che normalmente la occupa. Tuttavia -ha ricordato Gentiloni -, la cultura non si è fermata e ha continuato ad essere un canale di comunicazione e speranza, attraverso la tv, i social ma anche i balconi delle nostre case”.
 

 

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