“Prendiamo spunto dalle parole del Commissario Europeo Paolo Gentiloni che sottolinea la necessità di dare priorità alla sfida costituita dalla 'rinascita culturale' e dalla sua centralità 'per società inclusive, resilienti e sostenibili', per chiedere al Governo e alle autorità sanitarie di ponderare con grande equilibrio eventuali nuove restrizioni destinate alle iniziative culturali e spettacolari che si svolgono al chiuso". E' l'appello sottoscritto dagli assessori alla Cultura Luca Bergamo (Roma), Filippo Del Corno (Milano), Eleonora de Majo (Napoli), Barbara Grosso (Genova), Francesca Paola Leon (Torino), Matteo Lepore (Bologna), Paolo Marasca (Ancona), Ines Pierucci (Bari), Paola Piroddi (Cagliari) e Tommaso Sacchi (Firenze).

"Ricordiamo che nei mesi scorsi In molte regioni si è pervenuti a stabilire le restrizioni alle capienze di teatri, cinema, auditorium e sale di spettacolo in modo propozionato alla dimensione dei luoghi e alla possibilità di assicurare le condizioni di sicurezza sia nei flussi di affluenza che nella permanenza, superando la norma iniziale che stabiliva un limite fisso a duecento presenze contemporanee, incompatibile con moltissime attività anche dal punto di vista della sostenibilità economica di tante istituzioni culturali", rilevano gli assessori. 

"Nel momento in cui il Governo si appresta ad adottare nuove e stringenti misure per il contenimento dell'epidemia da Covid-19, chiediamo che queste siano adottate mantenendo l'attuale principio di proporzionalità: il settore culturale ha dato dimostrazione di grandissima attenzione e ha adottato ogni misura indicata, anche con ingenti investimenti di risorse economiche, per consentire uno svolgimento delle proprie attività nel pieno rispetto di distanziamento fisico e contingentamento delle presenze. Questo va riconosciuto e considerato con attenzione in questo frangente - concludono gli assessori -, dove il riavvicinamento sociale promosso dalla condivisione di esperienze culturali è il legame più importante per mantenere unite le comunità delle nostre città, la comunità del nostro Paese”. 
 

 

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