Al via in commissione Cultura del Senato l’esame dell’affare assegnato per la candidatura del sito archeologico di Sibari a sito riconosciuto dall'Unesco quale patrimonio dell'umanità. Relatrice del provvedimento è Daniela Sbrollini (Iv), che nella sua relazione ha ricordato che “Sibari era una delle poleis più importanti e opulente della Magna Grecia. Fu la prima colonia fondata dai greci sulle coste dell'Italia meridionale nel 720 a.C.; un secolo dopo la fondazione, controllava gran parte dell'entroterra calabro-lucano, mentre verso la metà del VI sec. a.C., incorporò tutto il territorio compreso tra l'Agri e il Sinni”.

“Al sito, con il nuovo regolamento di organizzazione del Mibact del dicembre 2019, è stata riconosciuta l’autonomia speciale. Il Parco e il Museo archeologico saranno inoltre destinatari di 3 milioni di euro di finanziamento, nell'ambito del Piano strategico ‘Grandi progetti beni culturali’, che dovrebbero essere destinati a potenziare i sistemi di drenaggio del sito, tutelare e valorizzare i reperti attualmente depositati all’esterno del museo, avviare altri interventi di conservazione e restauro, completare le recinzioni esterne, migliorare l’accessibilità e l’illuminazione, installare un adeguato impianto di videosorveglianza, creare aree dedicate alla didattica”.

Intervenendo in commissione, Margherita Corrado (M5S) ha sottolineato che “nonostante la situazione drammatica in cui versa il Parco archeologico di Sibari, la Commissione dovrebbe sostenerne la candidatura, poiché non vi è luogo che meriti più di Sibari la qualificazione di patrimonio dell'umanità: per come è stata pensata dagli ateniesi, è infatti la città ideale, alla cui rifondazione parteciparono tutti i popoli, con il concorso dei migliori intellettuali del mondo ellenico dell'epoca, reagendo alla scomparsa di una città la cui bellezza, ricchezza e raffinatezza erano già un mito. Non diversamente da quanto è accaduto in tempi recenti per la città di Palmira, vi fu allora una mobilitazione per la rinascita di Sibari, di quello che era considerato un simbolo”. Per la Corrado, quindi, “è l'idea di Sibari che merita di essere candidata a patrimonio dell'umanità, poiché in essa si sostanziano i valori fondanti della civiltà occidentale”.

 

Articoli correlati