“La Scuola dei beni e delle attività culturali sarà chiamata a breve, in collaborazione con la SNA, a formare il personale dirigente e tecnico nel quadro assunzionale deciso dal Mibact. Questa intera classe di lavoratori del ministero a tutti i livelli sarà protagonista nell’attuazione del programma europeo Next Generation”. Lo ha sottolineato Alessandra Vittorini, direttore della Fondazione Scuola Beni e Attività culturali, intervenendo a Lucca al convegno di apertura di Lubec 2020. 

“Da quando la Scuola è operativa – ha ricordato Vittorini -, ha lavorato, in attuazione del mandato statuario, sui filoni della formazione, della ricerca e dell’internalizzazione. Il nostro impegno si è diretto verso una formazione innovativa, trasversale e multidisciplinare, integrata e capace di mettere in rete saperi, persone, modalità fisiche e a distanza. C’è una potenzialità notevole, ci sono i progetti Scuola del Patrimonio, International School of Cultural Heritage, Formazione sistema museale nazionale, attività di formazione a distanza, programmi di ricerca sui temi della gestione e della cura del patrimonio culturale”.

“Nell’Agenda europea della cultura, redatta alla fine del 2018, vi erano alcuni temi centrali – ha osservato Vittorini -: la partecipazione culturale che unisce le persone, la cultura come forza trasformativa per la rigenerazione delle comunità, la partecipazione culturale come fonte e motore per migliore la salute e il benessere. Insomma, l’ingrediente centrale erano le persone come destinatarie e protagoniste che accompagnano e vivono questi processi. Nel programma Next Generation le parole di rilievo sono education e skill, cioè di nuovo al centro sono le persone che devono diventare i protagonisti dei cambiamenti”.

Vittorini ha concluso il suo intervento con questa riflessione: “La parola ‘recovery’ fino a sei mesi veniva usata per intendere il restauro e il recupero del patrimonio, oggi viene associata al concetto di ripresa. Se il patrimonio è in sofferenza e ha bisogno di energia e di essere curato, può anche essere una risposta e la medicina per altri settori in difficoltà”. 
 

 

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