Una giornata commemorativa per ricordare la più spaventosa eruzione dell’Etna, nel 1669, quella che più di ogni altra ha modificato l’assetto urbanistico e territoriale del versante meridionale del vulcano attivo più alto d’Europa. La proposta di legge "Istituzione giornata della memoria dell’Eruzione dell’Etna del 1669", depositata a fine 2018, è stata incardinata in Commissione Cultura all’Assemblea Regionale Siciliana e presto inizieranno le audizioni con gli enti ed i comuni coinvolti. Martedì scorso intanto si è svolta l’audizione dell’assessore per i Beni Culturali e l’Identità Siciliana, Alberto Samonà. “Se tutto filerà liscio – dichiara la deputata del M5S Jose Marano, prima firmataria del ddl – potrebbe arrivare in aula già a novembre”.

PROMOZIONE DEL TERRITORIO

L’eruzione, iniziata tra febbraio e marzo, durò ben quattro mesi. Le colate laviche distrussero le città di Bronte, Belpasso, Camporotondo Etneo, Misterbianco, Mascalucia, Nicolosi, S. Giovanni Galermo e S.Pietro Clarenza, giungendo fino a Catania. Un evento naturale che cambiò irrimediabilmente il volto di quei territori. “L’eruzione del 1669 ha un particolare interesse storico e naturalistico – prosegue la pentastellata – perché modificò l’aspetto dei centri abitati che in quel periodo sorgevano sulle pendici dell’Etna. L’istituzione della giornata è un pretesto per occuparci di promozione del territorio. Il vulcano è uno dei motivi per cui i turisti arrivano in Sicilia da tutte le parti del mondo. E questo è un elemento che va assolutamente valorizzato. L’istituzione della giornata diventa un'occasione per fare informazione, promozione, divulgazione anche attraverso eventi didattici nelle scuole. Diventa un pretesto per organizzare eventi che promuovano l’Etna”. L’articolo 2 prevede anche la realizzazione di un percorso pedonabile e ciclabile tra i Monti Rossi ed il Castello Ursino a Catania e la creazione di un museo all’aperto della lava.

SVILUPPO TURISTICO

L’obiettivo è creare un contesto che possa favorire lo sviluppo di nuove forme imprenditoriali in un territorio come l’Etna, già riconosciuto patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, dalle enormi potenzialità. “Attorno al vulcano c’è tutto – conclude la deputata Marano - Ci sono le imprese che si occupano di turismo, quelle che si occupano di vini. Ricordiamo che in Italia quattordici milioni di visitatori all'anno arrivano per il turismo enologico. C'è un indotto che non è di poco conto”.

 

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