Il Palazzo Ducale di Urbino ospiterà dal 30 ottobre al 28 febbraio 2021 la mostra “Spiriti”, curata da Jonathan Pierini, direttore ISIA (Istituto Superiore per le Industrie Artistiche di Urbino) e Marco Pierini, direttore ad interim della Galleria Nazionale delle Marche. Otto fotografi di fama internazionale, docenti ISIA, sono chiamati a raccontare il lavoro di Giancarlo De Carlo a Urbino, raccogliendo l’invito dell’architetto a valutarne l’ultima fase, il risultato finale: in “L’Architettura della partecipazione” egli denuncia come spesso la rappresentazione dell’architettura non includa le persone che la abitano, mentre, per lui, un luogo è uno spazio “esperito, consumato, perennemente trasformato dalla presenza umana”. Una raccolta di immagini, quindi, che narrano il lavoro urbinate di De Carlo nell’attualità. 

Paola Binante, Luca Capuano, Mario Cresci, Paola De Pietri, Jason Fulford, Stefano Graziani, Armin Linke, Giovanna Silva, esplorano e raccontano, attraverso la fotografia, la natura di questa lezione. Ai loro molteplici sguardi si affianca il lavoro performativo portato avanti dal grafico Patrick Lacey e dall’artista Ben Cain con gli studenti ISIA e le narrazioni elaborate dagli studenti dell’Università Iuav di Venezia insieme ad Armin Linke a partire dal materiale fotografico di archivio. Una selezione di pubblicazioni a cura di Sara Marini e Alberto Petracchin sottolinea il contributo teorico del progetto-pensiero decarliano, componente imprescindibile della sua eredità. Per l’architetto Gianni Filindeu, che ha realizzato l’allestimento, e per i grafici Leonardo Sonnoli e Irene Bacchi, anch’essi docenti ISIA, lavorare a questa mostra ha costituito l’opportunità di partecipare al dialogo illustre tra De Carlo e gli architetti del Palazzo Ducale: Luciano Laurana e Francesco Di Giorgio Martini.

De Carlo, nell’introduzione al volume Il Palazzo di Federico da Montefeltro del 1985, a cura di Maria Luisa Polichetti, parla del Laurana e di Francesco di Giorgio come degli “spiriti” del Palazzo. Lui, che è stato capace di animare a Urbino un discorso sul progetto di città che ha coinvolto numerosi attori – dalle istituzioni alle scuole, alla cittadinanza – superando i confini disciplinari per farsi progetto culturale e sociale, non possiamo fare a meno di immaginarlo come una presenza per la città, sempre presente e viva attraverso il suo progetto.
 

 

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