“La tutela del patrimonio culturale è per l’Italia un ambito di attenzione prioritaria. Svolgiamo un’ampia tutela del patrimonio a rischio e specialmente nelle aree di crisi il nostro Paese ha assunto negli anni un ruolo proattivo nel rafforzamento delle convenzioni multilaterali in materia di traffico illecito di beni culturali”. Lo ha detto la viceministra degli Esteri, Marina Sereni, in un messaggio inviato al convegno “Tecnologie per la tutela, sicurezza e valorizzazione dei siti di rilevanza archeologica e museale”, promosso dall’Organizzazione Internazionale Italo-Latino Americana (IILA). 

“Vanno colte le opportunità che ci vengono offerte dalle nuove tecnologie per fronteggiare i numerosi fattori di rischio cui sono soggetti i nostri patrimoni culturali, pensiamo ai sismi, al dissesto idrogeologico, alle catastrofi naturali in genere che provocano danni irreparabili – ha sottolineato Sereni -. E’ nostro dovere proteggere quei siti che rappresentano un bene comune dell’umanità impegnandoci ancora più intensamente per adottare adeguate strategie di impiego delle nuove tecnologie. Si tratta infatti di opportunità uniche di innovazione e di sviluppo particolarmente preziose in questo periodo di crisi”. 

“La diplomazia culturale rappresenta una priorità della politica estera italiana, nonché uno degli assi principali dell’azione del Maeci – ha ricordato Sereni -. Nella cultura, infatti, si esplicita il nostro soft-power non soltanto dal punto di vista valoriale ma anche economico-commerciale. Investire in questa eccellenza significa per l’Italia contribuire in una logica di sistema allo sviluppo economico dei paesi e alla crescita dei cittadini. Le relazioni dell’Italia con i paesi dell’America Latina e dei Caraibi sono particolarmente intense. Ne sono testimonianza molti accordi culturali vigenti che favoriscono il rafforzamento, lo sviluppo e la diversificazione della reciproca collaborazione. Si tratta di una collaborazione in atto anche tra rispettivi musei che prevedono un impegno alla cooperazione per la protezione del patrimonio culturale e per la salvaguardia dei centri storici, promuovendo opportune interazioni anche tra i rispettivi enti e istituzioni che già operano nel settore”. 

“Il nostro Paese – ha rimarcato la viceministra - è tradizionalmente impegnato a sostenere le missioni archeologiche, etnoantropologiche e di conservazione nel mondo come strumento di promozione e mantenimento di relazioni pacifiche basate sul dialogo, la cooperazione a la salvaguardia della pace. Tali missioni costituiscono un’attività scientifica e di studio di grande rilievo e rappresentano un prezioso strumento di formazione di operatori locali e di trasferimento di tecnologie in alcuni settori come quello dell’archeologia, del restauro e della tutela del patrimonio culturale, in cui l’Italia si colloca a un livello di eccellenza internazionalmente riconosciuta”. 

“La storia dei paesi latino-americani si dimostra ricca di aspetti culturali, testimoniati dall’abbondante e diversificata presenza di tracce materiali e monumentali – ha proseguito Sereni -. La ricchezza del patrimonio culturale è un fattore che ci accomuna e quindi è importante, con politiche culturali responsabili, favorire lo studio del passato anche attraverso la lente della ricerca archeologica. Il nostro Paese riconosce l’importanza di promuovere i siti culturali inclusi nella lista del patrimonio mondiale dell’Unesco, sia su scala nazionale che internazionale. Ciò vale anche per i siti dei paesi latino-americani, tutti di spiccata caratterizzazione culturale o naturale, tra cui i 12 siti del Perù, i 35 siti del Messico e i 6 siti del Cile”, ha concluso Sereni.

 

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