“L’Art Bonus sarà esteso? In questo momento di emergenza, la priorità delle risorse deve andare a interventi di tutela occupazionale dei lavoratori e di sostegno alle imprese. Visto che l’Art Bonus ha un costo per lo Stato, è evidente che in una fase così drammatica viene dopo quelle misure”. Lo ha detto Lorenzo Casini, capo di Gabinetto del ministero dei Beni culturali, nel corso del forum speciale sull’Art Bonus organizzato dall’Ansa. 

Da parte del Mibact, ha affermato Casini, “c’è comunque l’intenzione di rafforzare l’Art Bonus perché, come dimostrano i dati, è stata un’esperienza di successo visto che in appena cinque anni sono stati raccolti quasi 500 milioni. In questo momento di crisi del settore abbiamo registrato una richiesta di molti operatori di rafforzare ed estendere l’Art Bonus, ad esempio a tutti gli istituti culturali privati. Il Mibact stesso, con un provvedimento dello scorso maggio, ha allargato i beneficiari della misura, per quanto riguarda lo spettacolo dal vivo, inserendo i circhi e spettacoli viaggianti nella platea”.

Casini ha poi ricordato la genesi del provvedimento: “L’Art Bonus è nato nel 2014 dall’esigenza di riallineare l’Italia agli altri paesi del mondo nel settore del mecenatismo culturale. La tabella dei benefici fiscali che l’Italia poteva offrire a un mecenate, rispetto ad altre nazioni, era desolante e allora con il ministro Franceschini decidemmo di intervenire”. 

“La strategia che ci ha mosso, oltre a questa di recuperare il terreno perduto – ha rimarcato Casini -, è stata quella di far comprendere come la leva fiscale debba essere al centro di ogni politica e intervento dei beni culturali”. 
 

 

Articoli correlati