Una sospensione “ingiustificata” per uno dei comparti produttivi italiani “più rilevanti” del Paese che produrrà “effetti economici disastrosi per un settore già duramente provato”. Gli assessori alla Cultura delle più grandi città italiane - tra cui Roma, Firenze, Napoli, Milano, Firenze, Torino e Genova - scrivono al governo per chiedere una revisione della disposizione del nuovo DPCM che dispone la sospensione degli spettacoli in teatri, cinema e sale da concerto. La sospensione, sottolineano gli assessori, “colpisce il settore produttivo italiano che più di ogni altro ha saputo adottare misure efficaci e responsabili nel contrasto alla diffusione epidemica da Covid-19. L'evidenza statistica dimostra che oggi proprio i teatri e i cinema sono, in virtù del senso di responsabilità dimostrato nell'applicazione delle misure medico-sanitarie da gestori, lavoratori e pubblico, i luoghi più sicuri del Paese, insieme a musei, spazi espositivi ed altri luoghi della cultura, mantenuti aperti dal Decreto”. La lettera è indirizzata al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Dario Franceschini, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Nunzia Catalfo e al Ministro dello sviluppo economico Stefano Patuanelli ed è firmata da Luca Bergamo, Vicesindaco con delega alla Crescita Culturale di Roma; Filippo Del Corno, Assessore alla Cultura di Milano; Eleonora de Majo, Assessora alla Cultura e al Turismo di Napoli; Barbara Grosso, Assessora alle Politiche Culturali, dell'Istruzione, per i Giovani di Genova; Francesca Paola Leon, Assessora alla Cultura di Torino; Matteo Lepore, Assessore alla Cultura e al Turismo di Bologna; Paola Mar, Assessora al Patrimonio, Promozione della città, Università e Toponomastica di Venezia; Paolo Marasca, Assessore alla Cultura  di Ancona; Ines Pierucci, Assessora alle Politiche Culturali e Turistiche di Bari; Paola Piroddi, Assessore alla Cultura di Cagliari; Tommaso Sacchi, Assessore alla Cultura di Firenze.

In questa luce, la sospensione degli spettacoli “appare ingiustificata - ribadiscono gli assessori - visto che le misure disposte considerano invece compatibili altre attività che per la propria natura non possono garantire i livelli di protezione adottati nei luoghi di spettacolo, per il pubblico come per gli operatori. Il settore dello spettacolo, che vede impegnate centinaia di migliaia di professionisti, è inoltre uno dei più rilevanti settori produttivi italiani, e ha recentemente richiamato dalla CIG quasi la totalità dei lavoratori al fine di garantire una paga dignitosa e un corretto trattamento delle diverse professionalità impegnate: sono le donne e gli uomini che hanno profuso il loro straordinario impegno per riaprire teatri, cinema e sale da concerto nel pieno rispetto dei protocolli per la tutela della salute”. Da amministratori pubblici responsabili delle politiche culturali nei nostri territori “seguiamo con estrema apprensione e preoccupazione l’andamento dei contagi da Covid-19 e siamo consci del fatto che nuove misure restrittive siano senza dubbio necessarie per contrastare la recrudescenza del Virus nel nostro Paese. Tuttavia riteniamo necessario portare alla Vostra attenzione che la misura appena assunta nei confronti dello spettacolo produrrà effetti economici disastrosi per un settore già duramente provato, e soprattutto priverà i nostri concittadini di un importantissimo strumento di condivisione e riavvicinamento sociale, nel pieno rispetto del distanziamento fisico: nella storia delle democrazie la tenuta sociale delle comunità, soprattutto nei suoi momenti più critici e dolorosi, si è sempre fondata soprattutto sulla possibilità di condividere esperienze culturali”.

Si ritiene quindi “opportuna e necessaria una revisione di questa disposizione, al più presto, affinché teatri, cinema e sale da concerto possano riaprire prima del termine di efficacia del Decreto, soprattutto se le analisi di tracciamento del contagio delle ultime due settimane confermeranno la bassa, o nulla, incidenza dei luoghi dello spettacolo nella diffusione epidemica”, concludono gli assessori chiedendo, nelle more della riapertura delle sale teatrali, cinematografiche e da concerto, “un'immediata attivazione di ammortizzatori sociali, concreti ed efficaci, per tutte le lavoratrici e i lavoratori dello spettacolo, con particolare attenzione ai soggetti professionali la cui attività è caratterizzata da intermittenza, occasionalità e precarietà, che abbia corso e validità a partire già da lunedì 26 ottobre. Nella certezza di poter contare sulla Vostra piena considerazione di quanto espresso, rinnoviamo la nostra disponibilità a concertare misure per rendere ancora più efficaci e sicure le riaperture dei luoghi di spettacolo delle nostre città e di tutta Italia”.

 

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