“La chiusura delle attività non è stata legata a una scelta gerarchica di importanza, ma è derivata dall’esigenza di ridurre la mobilità delle persone. Mi impegno a far sì che questa chiusura sia la più breve possibile”. Così il ministro dei Beni culturali e del turismo, Dario Franceschini, replica con un video condiviso su Facebook agli appelli e alle critiche arrivate ieri da diversi esponenti del mondo della cultura in seguito alle chiusure di teatri e cinema stabilite dal nuovo Dpcm.

"NON SI E’ PERCEPITA LA GRAVITA’ DELLA CRISI”

“Dopo il Dpcm di ieri che ha comportato la chiusura di tante attività tra cui teatri e cinema – spiega Franceschini - ho ricevuto molti appelli dal mondo della cultura, ho letto articoli e proteste, ho ricevuto attacchi: tutto molto comprensibile perché c’è grande preoccupazione. Vorrei però rispondere alle osservazioni che ho ricevuto con la stessa franchezza con cui critiche sono state rivolte a me: ho l’impressione che non si sia percepita la gravità della crisi, quali sono i rischi del contagio in questo momento. Verrebbe da chiedersi perché a marzo non c’è stata questa ondata di proteste. Forse non si è capito a che punto siamo”.

“ESIGENZA E' DI RIDURRE LA MOBILITA’ DELLE PERSONE”

“Avevamo il dovere di intervenire subito e prima si interviene con misure più drastiche e più facilmente si blocca la crescita esponenziale” della curva dei contagi. “Per questo la chiusura delle attività non è stata legata a una scelta gerarchica di importanza, ma è derivata dall’esigenza di ridurre la mobilità delle persone”. “Mi impegno – ha aggiunto – a far sì che questa chiusura sia la più breve possibile, chi governa deve assumersi delle responsabilità, si possono fare cose giuste e sbagliate ma ci deve essere un’assunzione di responsabilità collettiva ed individuale. Io mi assumo la responsabilità diretta di questa scelta, sarà il tempo a dire se è stata giusta o sbagliata, ma adesso dobbiamo stare tutti dalla stessa parte”.

“RISARCIRE SUBITO CHI HA SUBITO LE CONSEGUENZE DELLA CHIUSURA”

“Io aggiungo il mio impegno a tutelare i lavoratori dello spettacolo, soprattutto i più invisibili, e ad aiutare le imprese. Dovremo prima di tutto risarcire immediatamente chi ha subito le conseguenze della chiusura. Ho scritto alle tv chiedendo di dare più spazio alla cultura, di comprare spettacoli per aiutare la cultura in modo non solo simbolico ma anche materiale. Stiamo lavorando da qualche mese alla piattaforma della cultura italiana che potrà offrire in streaming la possibilità di vedere uno spettacolo, senza pensare in alcun modo di sostituire il rapporto diretto con il pubblico; nessuno pensa infatti di sostituire ma di integrare”.

L’APPELLO AL MONDO DELLA CULTURA: ABBIAMO BISOGNO DI COESIONE SOCIALE

“Se in un’emergenza come questa il paese si divide, i rischi diventano più grandi, se ognuno fa il proprio dovere ricostruiamo quel clima di coesione sociale di cui c’è bisogno. Poi verrà il tempo delle analisi, ma non è questo il tempo. Chiedo a Voi, mondo della cultura, di dare un contributo per la coesione sociale, ne abbiamo un grande bisogno”, ha concluso Franceschini.  

 

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