“Sarebbe necessaria una riflessione sulla riduzione dei requisiti minimi per la maturazione di un anno di anzianità assicurativa per gli artisti a tempo determinato che oggi è di 120 giornate lavorative”. Lo ha detto il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, nel corso di un’audizione in commissione Cultura del Senato sul welfare dei lavoratori dello spettacolo.

Tra gli altri interventi volti ad adeguare la tutela pensionistica dei lavoratori del settore, Tridico suggerisce quello di “calcolare i periodi di formazione e preparazione dello spettacolo valorizzandoli ai fini della maturazione del diritto e valorizzare anche la contribuzione volontaria ai fini del diritto alle prestazioni, oggi valida solo ai fini della misura delle prestazioni”. Tridico ha poi ricordato come “all’Inps compete l’onere della proposta, mentre al legislatore compete l’onere della riforma stessa”. 

Tridico ha spiegato che nel 2019 i lavoratori del settore ammontavano a 327.812; la retribuzione media è di 10.664 euro ma differenziata per genere: 11.749 euro degli uomini contro 9.199 euro per le donne. I lavoratori dello spettacolo sono in prevalenza nel Lazio (100 mila) e in Lombardia (62 mila). Le pensioni vigenti a gennaio 2019 sono 56.453; l'importo complessivo annuo in pagamento risulta pari a 924 milioni di euro. Nel 2019 le entrate contributive sono state pari a 1,31 miliardi euro, il risultato di esercizio e' stato di 304 milioni: nel complesso, il Fondo registra un avanzo di 5,4 miliardi.

Tridico ha poi lanciato la proposta di un reddito di cittadinanza per i lavoratori dello spettacolo non condizionato alla ricerca di un lavoro ma vincolato a un progetto culturale. Il presidente dell’Inps ha sottolineato come il percorso della ricerca di un lavoro, condizione prevista per usufruire del reddito di cittadinanza, non si addica al settore dello spettacolo. “Sarebbe invece utile valutare uno strumento non condizionato, temporaneo, della durata di 1 o 2 anni al massimo e finalizzato a una sorta di start up professionale. Invece del Patto per il lavoro, che di solito i beneficiari del reddito di cittadinanza vanno a stipulare con i centri per l'impiego, ci dovrebbe essere un progetto culturale”. La somma sarebbe di 5-600 euro per un periodo definito e "resterebbe coerente con il nostro ordinamento", ha aggiunto Tridico.

 

Articoli correlati