“La scelta di chiudere teatri, cinema e sale da concerto è stata particolarmente dolorosa, i protagonisti del mondo dello spettacolo stanno affrontando ormai da molti mesi enormi difficoltà che aggravano una condizione di criticità strutturale, viste ormai le nuove tecnologie che rischiano di oscurare la magia che scaturisce dalla tradizionale fruizione dei concerti, delle rappresentazioni teatrali e cinematografiche nelle sale aperte al pubblico”. Lo ha sottolineato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, intervenendo nell’Aula del Senato.

“Purtroppo i protocolli di sicurezza hanno fortemente limitato la presenze del pubblico contribuendo a un generale depauperamento dell’intero settore. Siamo consapevoli che il danno recato a questi settori deriva anche dalle modalità di organizzazione, che si basa su una programmazione di non breve periodo. Questo significa che da un lato la chiusura interrompe attività sulle quali si era investito sotto il profilo delle risorse umane e finanziarie, chiude quindi la prospettiva di ricavi; dall’altro l’apertura delle attività non significherà l’immediata ripartenza proprio considerata l’esigenza di un’adeguata programmazione”.

“Ma questa scelta ci pesa anche per il significato che la chiusura di questi luoghi implica per il loro valore sociale, culturale e non solo economico. Sappiamo quanto in quegli spazi la persona nutra lo spirito, in quei luoghi si rafforza il senso di appartenenza ad una dimensione collettiva, si cementa la medesima coesione sociale che si alimenta della condivisione di quei valori di civiltà tanto più essenziali in un momento così duri di crisi. Il Governo è pienamente consapevole degli immani sacrifici richiesti a queste categorie di lavoratori”, ha concluso il presidente del Consiglio.  

 

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