Per la loro capacità di innescare processi di sviluppo umano e sociale, di rispondere alle esigenze locali e di attivare risorse, non solo economiche, per la costruzione di capitale sociale, le Fondazioni di Comunità (FC) si stanno dimostrando attori di primo piano per contribuire fattivamente all’attuazione dell’Agenda 2030, al punto che l’organizzazione europea di riferimento ECFI – European community foundations initiative ha elaborato una guida per supportarle nell’adozione degli obiettivi di sviluppo sostenibile, mentre l’organizzazione italiana di riferimento, Assifero - Associazione Italiana delle Fondazioni ed Enti della filantropia Istituzionale, ha promosso un laboratorio dedicato al tema in collaborazione con ECFI.

Il laboratorio interattivo “Connettere le fondazioni di comunità con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile”, tenutosi a Messina il 21 e il 22 settembre 2020 nell’ambito del Festival dello Sviluppo Sostenibile e supportato da Fondazione Compagnia di San Paolo, in media partnership con la nostra testata, ha visto la partecipazione di oltre 40 rappresentanti di fondazioni di comunità italiane che, nelle due giornate di lavoro, hanno approfondito modalità e opportunità di integrazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile all’interno della propria organizzazione e del proprio operato.

L’iniziativa è parte integrante del programma di capacity building di Assifero “Allargare la comunità tra comunità”, avviato nel 2018 con l’obiettivo di favorire l’apprendimento tra pari e lo scambio di conoscenze tra le quarantuno fondazioni di comunità italiane e realizzato grazie al contributo di Fondazione Cariplo, Fondazione Charlemagne, Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione CON IL SUD e Fondazione Vismara.

“Le fondazioni di comunità in Italia e in Europa hanno la capacità e la forza di contribuire direttamente a un nuovo modello di sviluppo umano sostenibile, le cui pietre angolari sono ancorate nelle comunità locali ma indissolubilmente connesse a livello nazionale e internazionale. In questo primo laboratorio in Italia, rivolto alle organizzazioni che lavorano a livello di comunità e, in particolare, alle fondazioni di comunità, abbiamo voluto riflettere in modo partecipativo e applicato sull’opportunità di adottare un approccio sistemico agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. Abbracciando e incorporando appieno gli Obiettivi, le fondazioni di comunità possono consolidare la propria posizione e rafforzare il loro ruolo come catalizzatori di risorse umane, sociali e intellettuali oltre che finanziarie e attivatori di sviluppo sostenibile a livello locale” afferma Carola Carazzone, Segretario Generale di Assifero.

Sede del laboratorio, un luogo simbolico: l’iniziativa è stata infatti ospitata dalla Fondazione di Comunità di Messina, presso gli spazi della Fondazione Horcynus Orca (in località Torre Faro), anima culturale dell’ecosistema di attori (distretto sociale evoluto) che compongono la FC, ed è stata inserita nell’annuale Festival Horcynus Lab. L’Ente, considerato una best practice internazionale, sta elaborando un nuovo piano strategico che verrà presentato nell’aprile 2021 quale segno tangibile della trasformazione della FC Messina in Fondazione delle Comunità del Mediterraneo Sostenibili e Solidali per l'Inclusione e l'Accoglienza.

FC E SDGS, LA GUIDA EUROPEA E IL LABORATORIO ITALIANO

ECFI ha recentemente pubblicato la Guida “Connettere le fondazioni di comunità con gli obiettivi di sviluppo sostenibile” (disponibile anche nella traduzione italiana che abbiamo contribuito a curare), nell’intento di sensibilizzare ulteriormente le fondazioni all’adozione degli obiettivi di sviluppo sostenibile. Oltre ad elementi di contesto, il documento propone una raccolta di esempi di azioni correlate agli SDGs già portate avanti dalle FC nei seguenti ambiti: gli SDGS nel DNA delle fondazioni di comunità; investimenti correlati alla missione per massimizzare gli impatti; rispondere attraverso strategie e azioni locali; adottare il linguaggio degli SDGs. Oltre alle buone pratiche, vengono proposte delle indicazioni operative per trasformare la propria fondazione in un’organizzazione sostenibile e per includere gli SDGs in tutte le aree organizzative. Viene proposto infatti un whole-of-organization approach, ovvero “un approccio che invita le fondazioni di comunità a rileggere e riconsiderare la propria mission, la gestione del patrimonio e degli investimenti, la propria strategia, i programmi e le attività, i propri processi interni e la strategia di comunicazione utilizzando, come quadro di riferimento, gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. Sono diversi gli esempi di fondazioni di comunità in tutta Europa che hanno adottato questo approccio, accrescendo la loro credibilità, rafforzando il proprio ruolo e, come catalizzatori di cambiamento, aumentando la propria efficacia” racconta James Magowan, Co-ordinating Director di ECFI.

Il laboratorio ha alternato sessioni di approfondimento e di lavoro in gruppo, e sessioni di discussione e di riflessione su tematiche, esigenze e criticità connesse all’attuazione degli SDGs sui territori, anche alla luce degli impatti dell’emergenza pandemica, su tutti l’aumento delle disuguaglianze, e della ridotta capacità strategica, programmatica e di visione delle pubbliche amministrazioni. Situazioni e contesti che necessitano di una sempre maggior centralità dei processi di capacitazione e di nuove alleanze tra gli attori locali e istituzionali, favorendo inoltre una contaminazione delle e tra le politiche pubbliche per rispondere alle nuove sfide ed esigenze dei territori. Hanno partecipato alle discussioni Fabrizio Barca, Coordinatore del Forum Diseguaglianze e Diversità, già Presidente del Comitato per le politiche territoriali dell'OCSE e Ministro della Coesione Territoriale; Carlo Borgomeo, Presidente Fondazione CON IL SUD; Michele Maria D’Ercole, Dirigente Agenzia per la Coesione Territoriale; Luigi Martignetti, Segretario Generale di REVES (Réseau Européen des Villes et Régions de l'Economie Sociale); Gaetano Giunta e Rainer Schlüter, rispettivamente Segretario Generale e Responsabile dell’area internazionale FC Messina; Felice Scalvini e Stefania Mancini, rispettivamente Presidente e Vicepresidente di Assifero.

Nell’ambito del laboratorio è stata inoltre presentata l’iniziativa dello SciFi Economics Lab, promosso da FC Messina in collaborazione con Edgeryders, ovvero un percorso che, attraverso una residenza letteraria di uno scrittore di fantascienza a Messina e una piattaforma wiki, “permetterà di immaginare e descrivere mondi futuri possibili, a seconda dei paradigmi economici, sociali e ambientali che l’umanità sceglierà”, che fungeranno da accompagnamento al Piano strategico della FC Messina.

FC, SVILUPPO SOSTENIBILE E IL CONTRIBUTO TRASVERSALE DELLA CULTURA

Messina docet. E non solo. Come testimoniano le esperienze descritte in alcuni articoli della nostra rubrica (in calce), l’attivazione di risorse e processi culturali è centrale per il perseguimento di vari progetti di sviluppo e rigenerazione avviati da molte fondazioni di comunità, e potrà diventarlo in modo ancora più decisivo tenendo conto del contributo riconosciuto alla cultura nell’attuazione degli SDGs, come peraltro sottolineato da vari organismi a livello internazionale (tra le varie pubblicazioni, si pensi a “Culture 2030 indicators”, di cui la nostra rubrica propone un approfondimento). Ne consegue che molte sono le potenzialità, per le FC, di un circolo virtuoso che possa innestare la cultura in policies e strategie di sviluppo sostenibile. Ne abbiamo parlato con alcuni partecipanti al laboratorio.

Andrea Pastore, responsabile attività istituzionali della FC Salernitana, afferma: “Cultura e obiettivi di sviluppo sostenibile possono essere declinati nel termine welfare culturale, tradotti dall’impresa culturale, come ci viene suggerito anche da AICCON. Questi strumenti possono supportare la crescita di un territorio, sostenibile, finanziaria e umana. Tanti sono i modelli da sviluppare e tanti possono essere gli strumenti (musei, piccole comunità, centri di sviluppo…) in grado di favorire una crescita dei territori, funzionale all’economia stessa”. Fondazione, quella di Salerno, che, tra le varie attività, ha sostenuto la riqualificazione di un quartiere a ridosso del porto attraverso il progetto “Muri d’autore”, che ha mobilitato i linguaggi artistici della street art e della poesia e ha visto il coinvolgimento attivo degli abitanti. “Proponiamo molte attività, come laboratori teatrali per bambini, che si dividono tra l’educativo e il culturale. Da un punto di vista educativo, sostenere operazioni culturali è fondamentale, al fine di poter sviluppare una visione. Per noi sicuramente la cultura va verso l’educazione, partendo da quella dei bambini ma arrivando anche a quella degli adulti, penso soprattutto a interventi in quartieri in cui il grado di alfabetizzazione non è particolarmente elevato”, dichiara Antonia Autuori, presidente della FC.

La cultura, quindi, quale fattore di sviluppo umano sostenibile, come ci dichiara Gaetano Giunta, segretario generale FC Messina: “La cultura e in particolare i linguaggi dell’arte hanno la capacità di anticipare visioni, desideri e bisogni dei popoli, e anche dell’ambiente e del pianeta, e per questa ragione hanno una importantissima funzione. Da una parte, anticipatrice, dall’altra, di narrazione delle scelte, delle pratiche e degli apparati teorici che si utilizzano. Noi operiamo attraverso policies integrate, l’obiettivo della nostra FC è quella di promuovere sviluppo umano sostenibile sui territori, e questo lo facciamo erogando non risorse per finanziare progetti, ma erogando una policy permanente sui territori. Policy che ha come visione strategica quella di creare interconnessioni feconde generative fra sistemi economici, di welfare, culturali appunto, ed educativi, insieme ai sistemi di produzione, alle azioni di ricerca e sviluppo finalizzate alla promozione dell’economia sociale e solidale, alla capacità di attrarre talenti creativi e scientifici e di connettere tutto questo con le social capabilities delle persone e delle comunità”.

Un contributo, quello dell’arte e della cultura, che può declinarsi a una condizione, secondo Renato Quaglia, direttore di FOQUS – Fondazione Quartieri Spagnoli (seppur non avendo lo status giuridico di fondazione di comunità, ne condivide modalità operative al punto da partecipare stabilmente alle attività di Assifero indirizzate alle FC): “Quando la cultura può intervenire nei processi di sviluppo sostenibile? Quando è capace di rifuggire dall’autoreferenzialità e si sa mettere in rapporto reale, di ascolto dei bisogni e dei sogni della comunità. Quando rinuncia agli eccessi di soggettività autocentrata e accetta di essere parte, attivatrice di processi più complessi, di emancipazione, educativi, occupazionali, di nuovo welfare o di salute. La primissima esperienza del Quarter 21 a Vienna portava le residenze d’artista e gli spazi dedicati all’arte contemporanea in una direzione di rivitalizzazione sociale di un’intera area urbana della capitale, da anni irrisolta e degradata. Certe azioni culturali promosse a Medellín a sostegno dei piani di nuova mobilità tra aree ricche e aree povere della città hanno sperimentato la musica e il teatro come strumenti di coesione sociale. Il lavoro di Favara Cultural Farm o della Opera Barolo a Torino sono altri esempi di cultura e arte che partecipa a progetti di cambiamento, rifuggendo l’autoreferenzialità dell’arte”.

Approccio, quello sopra suggerito, che corrisponde esattamente a quello sviluppato da FC Messina: “Per noi la ricerca culturale è esattamente al contrario una delle prospettive strategiche più esplicitamente orientate a costruire ponti internazionali, sia con la sponda nord che con la sponda sud del Mediterraneo, sia con le nuove tecnologie che con attori, intellettuali e artisti di tutto il bacino del Mediterraneo. Questo a noi ha permesso di stratificare una collezione importante di produzioni culturali [Museo di arte contemporanea Horcynus Orca - MACHO e archivio di videoarte e cinematografia del Mediterraneo, ndr] che restituiscono in maniera chiara e fortemente d’impatto anticipazioni di ciò di cui uomini e pianeta hanno in questo momento bisogno” afferma Giunta.

Fondazioni di comunità, cultura e obiettivi di sviluppo sostenibile. Risorse preziose da connettere per un agire intelligente ed efficace a beneficio di comunità e territori.

ABSTRACT

“Community foundations and the SDGs”. A guide published by ECFI – European Community Foundations Initiative and a workshop organised by ASSIFERO in Italy on 21-22 September promote the relevance of the Sustainable Development Goals (SDGs) among community foundations. Hosted by the Community Foundation of Messina, one of the most significant CF in the world, 40 representatives of Italian community foundations took part in an interactive workshop with the aim to learn and exchange on the SDGs, and also to adopt a ‘whole-of-organization approach’ which takes into consideration mission, investment, strategies and programmes, communications and operations related to the SDGs. A focus on the potential role of culture for the implementation of the SDGs was discussed with some of the participants.

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