Foto di Barbara Ledda dal profilo Twitter del ParCo

Roma oggi è più triste. Ha perso il teatro, quello “umano”. È orfana, la città, ma anche i romani e tutti coloro che hanno sempre riconosciuto in lui non solo un grandissimo artista ma anche l'espressione identitaria della 'romanità'. Gigi Proietti è un simbolo della città, è 'core e anima de Roma', la sua personalità e la sua arte sono elementi identitari della romanità, della bellezza di questa città, nei suoi aspetti più contrastanti. L'eredità che lascia alla cultura italiana e alla città di Roma non si limita alla sua arte ma anche alla fondazione di teatri, come il Brancaccio e il Globe Theatre Silvano Toti.

“Gigi Proietti continuerà a incarnare e rappresentare la romanità per sempre, a raccontarci e trasmetterci quella Roma che in parte non c'è più ma che è un nostro patrimonio culturale”, commenta Alfonsina Russo, Direttore del Parco archeologico del Colosseo. E già sui social il Colosseo è in tendenza perché Gigi è come il Colosseo: immortale, simbolo della grandezza di Roma. E stasera lui entrerà di nuovo al Colosseo: con una proiezione sulla facciata dell’Anfiteatro, su iniziativa di Roma Capitale e condivisa dal PArCo, il mattatore Proietti ‘replicherà’ anche stasera come ‘si replica a teatro tutte le sere’. 

 

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