Chiudono musei, mostre, archivi e biblioteche, aree archeologiche e complessi monumentali che si aggiungono a cinema, teatri e spettacoli dal vivo. Sono le misure disposte dal nuovo Decreto del presidente del Consiglio dei ministri, pubblicato nel Supplemento alla Gazzetta Ufficiale di giovedì 4 novembre, che apre una nuova fase, più severa, nel contrasto alla diffusione del Covid-19. Rispetto al lockdown di marzo, tuttavia, il governo ha deciso di non chiudere librerie, cartolibrerie ed edicole che resteranno aperte anche nelle regioni ‘arancioni’ e ‘rosse’. Le misure entreranno in vigore da venerdì 6 novembre, come annunciato dallo stesso premier Giuseppe Conte in conferenza stampa nella serata di ieri. 

Si legge nel documento: “Sono sospesi gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all'aperto; sono sospesi i convegni, i congressi e gli altri eventi, ad eccezione di quelli che si svolgono con modalità a distanza; tutte le cerimonie pubbliche si svolgono nel rispetto dei protocolli e linee guida vigenti e in assenza di pubblico; sono sospese le mostre e i servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura di cui all'articolo 101 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, resta sospesa l'efficacia delle disposizioni regolamentari di cui all'articolo 4, comma 2, secondo periodo, del decreto del Ministro per i beni culturali e ambientali 11 dicembre 1997, n. 507, che prevede il libero accesso a tutti gli istituti e ai luoghi della cultura statali la prima domenica del mese”.

L’allegato 23 al Dpcm precisa poi che tra gli esercizi del commercio al dettaglio potranno restare aperti “il commercio al dettaglio di libri in esercizi specializzati; commercio al dettaglio di giornali, riviste e periodici; commercio al dettaglio di articoli di cartoleria e forniture per ufficio”. Il presidente dei librai (ALI Confcommercio) Paolo Ambrosini e il presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Ricardo Franco Levi hanno commentato: “I libri sono beni essenziali e, soprattutto in un momento come questo, aiutano gli italiani a superare la solitudine e le difficoltà legate alle limitazioni della libera circolazione e della socialità: ringraziamo il Governo per aver tenuto conto dei nostri appelli, consentendo l’apertura delle librerie anche nelle zone rosse, e in particolare il ministro Dario Franceschini sempre attento alle esigenze del mondo del libro”.

 

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