Al via i lavori di “somma urgenza” su alcuni punti a rischio crollo dell’ex carcere borbonico di Santo Stefano. “E’ arrivato oggi il ‘pontone’ d’appoggio che servirà per avviare il cantiere dei lavori che abbiamo individuato. Quando abbiamo fatto i rilievi sono emerse alcune situazioni emergenziali, ci sono alcuni punti a rischio crollo immediato se non si arriva in tempo”, ha spiegato ad AgCult la commissaria del Governo per il recupero della struttura, Silvia Costa. I lavori di “somma urgenza” interesseranno la parte interna dell’edificio carcerario, le torrette e gli archi delle celle, porzioni del bene monumentale maggiormente deteriorate ed a rischio crollo.

Trecentomila euro è il tetto di spesa consentita per questi primi ed urgenti lavori, in conformità a quanto previsto dall’art. 148, co. 7 del Codice dei Contratti pubblici. Interventi che sono riconducibili e funzionali agli obiettivi del CIS e costituiscono un’anticipazione dei lavori di “messa in sicurezza”, previsti nell’ambito dell’Accordo Operativo, sottoscritto il 3 giugno scorso tra il Mibact ed Invitalia. Questi primi lavori si concluderanno presumibilmente entro 2-3 mesi, a primavera inizieranno i lavori complessivi di messa in sicurezza.

Il 30 novembre, ha quindi aggiunto la commissaria, “abbiamo convocato la Conferenza dei Servizi per il progetto degli approdi della Marinella e dello Scalo 4, sull’isola di S.Stefano, per garantire accesso sicuro agli operai, al personale incaricato ed alle operazioni di scarico dei materiali necessari per gli interventi. Un progetto – ha sottolineato la Costa - che sarà il meno invasivo possibile”.

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