C’è chi ha esultato, chi ha pianto per la felicità e chi non ha nascosto la delusione. C’è poi l’orgoglio, il senso di appartenenza al territorio e la voglia e la determinazione di affrontare questa sfida. La shortlist annunciata dal Mibact delle dieci città che si contenderanno fino al 18 gennaio il titolo di Capitale italiana della Cultura 2022 attraversa tutto lo stivale, dalla Sicilia fino al Piemonte, da Trapani “crocevia di popoli e culture, approdi e policromie” alla “rigenerazione umana” di Volterra, passando per “la cultura riflette” di Verbania e la “cultura cambia il clima” di Taranto. E c’è poi chi, come l’associazione Cultura Italiae o il sindaco di Volterra, ha invitato tutte le amministrazioni vincitrici ad incontrarsi a breve per definire un percorso condiviso che metta insieme il meglio di ogni dossier finalista. AgCult ha intervistato e raccolto i commenti a caldo di assessori, sindaci, Governatori dei territori entrati nella lista finale.

LE 10 FINALISTE

Le dieci città che si contenderanno il titolo sono Ancona, Bari, Cerveteri, L’Aquila, Pieve di Soligo, Procida, Taranto, Trapani, Verbania e Volterra. Parma, va ricordato, è la Capitale italiana della cultura 2020, prorogata al 2021 come disposto dal Dl Rilancio, che ha inoltre stabilito che la procedura di selezione per l’anno 2021, in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto, si intende riferita all’anno 2022. Il Dl Rilancio ha anche proclamato, in segno di solidarietà, Bergamo e Brescia Capitali italiane della Cultura per il 2023.

I COMMENTI

“Siamo il più piccolo comune che ha concorso a questa avventura. Quando ho saputo che eravamo stati scelti tra le prime dieci città ho pianto, l’emozione mi ha sopraffatto”, ha detto Stefano Soldan, sindaco di Pieve di Soligo (Treviso), commentando con AgCult la notizia che il paese veneto è tra le dieci località finaliste per diventare Capitale italiana della Cultura 2022. “È una perla incastonata nel cuore di un territorio già dichiarato Patrimonio mondiale dell’Umanità Unesco, che sublima un tesoro di valori culturali, storici e ambientali. Ha tutte le carte in regola per essere la Capitale italiana della cultura 2022 e come Veneti tifiamo tuti perché lo diventi”, aggiunge il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia.

“Siamo molto contenti del risultato che è il frutto di un lavoro costante costruito in questi mesi di candidatura. Il dossier è uno strumento che ci servirà anche per gli anni futuri” commenta il Sindaco di Volterra Giacomo Santi. Il Presidente della Regione Eugenio Giani, che ha scelto di tenere tra le sue deleghe quella alla cultura, sottolinea: “Mi associo alla soddisfazione di tutta la Toscana per questo risultato, Volterra in questa competizione è il baluardo dell’intera Regione. La capitale dell’Etruria ha tenuto il passo dimostrando una grande vitalità culturale e oggi diviene l’espressione di un intero territorio, che grazie al percorso di candidatura può manifestarsi al meglio attraverso una città che diventa essa stessa il simbolo della cultura".

“Bari finalista è una grande notizia. Anche se non vincessimo, sono felicissima per l’ampio percorso partecipativo che si è creato nel portare avanti la candidatura. Fino all’esplosione dell’emergenza Covid e del primo lockdown, ci hanno lavorato 300 sigle di tutto il territorio pugliese: associazioni, fondazioni, partecipate, infrastrutture, accademia, università, Cnr, categorie professionali”, ha dichiarato ad AgCult Ines Pierucci, assessore alle Politiche culturali e turistiche del Comune di Bari. “Ora - ha aggiunto il sindaco Decaro - possiamo solo incrociare le dita tutti insieme, pronti, nel caso, ad accogliere questa nuova grande sfida con la speranza di poter festeggiare con un lungo abbraccio”.

"Abbiamo davanti grandi sfide ed opportunità, ma soprattutto abbiamo la responsabilità di sostenere la nostra proposta culturale in questo periodo di profondi cambiamenti e di grandi incertezze. Sarà una grande occasione per dimostrare, con ancora più forza, che è dai territori che la cultura riparte, investendo l'intero Paese", sottolinea ad AgCult l’assessore alla Cultura di Cerveteri, Federica Battafarano. "In un anno così difficile, questa notizia assume un valore ancora più alto. Il distanziamento sociale, il blocco delle attività dello spettacolo e della musica dal vivo, la chiusura dei cinema e dei teatri, ci spingono a un impegno ancora più importante e sono fermamente convinto che la nostra economia possa e debba ripartire proprio dallo sconfinato patrimonio della nostra nazione", le fa eco il primo cittadino, Alessio Pascucci.

Anche L’Aquila è tra le dieci finaliste che si contenderanno l’assegnazione del titolo di Capitale Italiana della cultura 2022. “Si tratta di un primo, importante, riconoscimento del percorso intrapreso, che ha coinvolto un intero territorio e le sue migliori espressioni, e della validità del dossier di candidatura, per il quale ringrazio il gruppo di lavoro che lo ha predisposto, le associazioni e le istituzioni che hanno contribuito alla sua stesura”, spiega il sindaco Pierluigi Biondi.

“Abbiamo deciso di candidarci appena letto il bando perché cercava progetti che facessero della cultura una leva per cambiamento e lo sviluppo delle città. E su questo abbiamo investito, con un dossier particolarmente articolato, fatto di produzioni originali, al quale ha lavorato un team molto giovane”, commenta ad AgCult Paolo Marasca, assessore alla Cultura del Comune di Ancona.

“Procida è una minuscola comunità però, come spieghiamo nel dossier presentato, puntiamo a rappresentare tutte le piccole isole e anche l’area flegrea. E’ una candidatura, insomma, che va al di là del nostro comune”, ha sottolineato ad AgCult Raimondo Ambrosino, sindaco del Comune di Procida.

“Questo è un risultato che premia il lavoro dell’Amministrazione Comunale di Verbania e di tutte le Istituzioni del territorio che hanno appoggiato la nostra candidatura, a partire dalla Regione Piemonte e dall’Assessore alla Cultura Vittoria Poggio", afferma il sindaco di Verbania Silvia Marchionini. “Il lavoro di una grande comunità culturale e umana è stato riconosciuto. Verbania merita un palcoscenico nazionale e nel momento di difficoltà attuale questa notizia è uno splendido raggio di sole”, aggiunge l’assessore alla Cultura, Riccardo Brezza.

"La consideriamo una tappa intermedia, perché confidiamo nel successo definitivo della nostra proposta e nella possibilità di realizzare comunque tutto quel che è previsto dal dossier”, evidenzia il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci. “La Puglia è l’unica regione ad aver espresso due finaliste, anche Bari condivide con noi questo risultato: ci congratuliamo con loro, sono felice di poter dire che con il collega Antonio Decaro non la vivremo mai come una competizione, ma come l’affermazione di una terra unica e meravigliosa”.

“Ringrazio tutti coloro che hanno lavorato con passione e spirito di sacrificio per costruire una progettualità che è una visione a lungo termine di sviluppo di questo territorio” dichiara il Sindaco di Trapani, Giacomo Tranchida. “Abbiamo coinvolto oltre 150 partner che hanno aderito all’iniziativa arricchendola di idee ed eventi a testimonianza che fare sistema e candidare Trapani quale Città territorio funziona”. “L’essere in finale dimostra che la giuria ha apprezzato l’ampio e dettagliato dossier e il piano strategico culturale che è alla base della candidatura, una strategia che pone la Cultura al centro dello sviluppo di questa meravigliosa città”, aggiunge l’Assessore alla Cultura Rosalia d’Alì. “Ci abbiamo creduto sin dal primo momento e con rinnovata energia continueremo a lavorare per il raggiungimento dell’obiettivo finale”.

FARE RETE

Ma a dimostrazione di quanto la cultura possa unire persone e territori, da più parti si rilancia il progetto di costruire una rete delle città candidate a Capitale della cultura, per mettere insieme esperienze e best practices. “Vogliamo proporre di costruire una vera e propria rete di Sindaci per il 2022, con un palinsesto comune che rimandi da una città all’altra e che possa coinvolgere anche le città che non sono arrivate in finale: vogliamo superare l’Italia dei campanilismi”, sottolinea il primo cittadino di Volterra.

L’associazione Cultura Italiae è stata tra le prime a invitare tutte le amministrazioni vincitrici ad incontrarsi a breve “per definire un percorso condiviso che metta insieme al netto di chi vincerà, il meglio di ogni dossier finalista, per costruire un 2022 di rinascita culturale comune di tutta l'Italia dopo la pandemia. Avanti Insieme”.

Un invito raccolto dal sindaco dell’Aquila (“Accolgo e rilancio con favore l’idea lanciata dall’associazione Cultura Italiae con cui si propone, al netto di quella che sarà la vincitrice, di creare una rete tra le città finaliste affinché ognuna metta in campo il meglio di quanto contenuto nel proprio dossier per costituire un cammino di rinascita culturale che nel 2022 coinvolga l’intera penisola con l’auspicio che la pandemia da covid-19 sia stata arginata”) e di Cerveteri, che per primo aveva lanciato l’idea (“Raccogliamo con piacere la proposta di Cultura Italiae; un mese fa, come città di Cerveteri, avevamo proposto di creare una rete delle città finaliste e ci eravamo messi a disposizione per coordinare un lavoro comune. Oggi, a maggior ragione, confermiamo questo impegno”).

I PROSSIMI PASSI

Le dieci città finaliste dovranno presentare i propri dossier alla Giuria in un’audizione pubblica, della durata di massimo un’ora, composta, per metà, dalla presentazione del progetto e, per l’altra metà, da una successiva sessione di domande. Gli incontri si terranno, compatibilmente con le misure di contenimento adottate dal Governo per la situazione epidemiologica in atto, presso il Collegio Romano, sede centrale del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, nei giorni 14 e 15 gennaio 2021, secondo il calendario e le modalità che verranno rese note a seguire. Sarà compito della Giuria raccomandare al Ministro Franceschini il progetto di candidatura più idoneo alla designazione della città Capitale italiana della cultura per l’anno 2022 entro il 18 gennaio 2021, al fine dell’attribuzione del titolo da parte del Consiglio dei ministri.

LA CAPITALE ITALIANA DELLA CULTURA

La Capitale italiana della cultura è stata istituita nel 2014 e ha tra gli obiettivi quello di sostenere, incoraggiare e valorizzare l’autonoma capacità progettuale e attuativa delle città, affinché venga recepito in maniera sempre più diffusa il valore della leva culturale per la coesione sociale, l’integrazione, la creatività, l’innovazione, la crescita e lo sviluppo economico. Il titolo di Capitale italiana della cultura è conferito per la durata di un anno e la città vincitrice riceverà un milione di euro. Negli anni precedenti il titolo è stato assegnato alle Città di Cagliari, Lecce, Perugia, Ravenna e Siena nel 2015; Mantova nel 2016; Pistoia nel 2017, Palermo nel 2018 (nel 2019 ha coinciso con Matera Capitale europea della cultura).

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