“Da marzo a oggi la nostra categoria ha subito una perdita di lavoro del 95 per cento nelle città d’arte. Siamo grati al governo per gli aiuti economici che sono stati elargiti fino a oggi, ma non bastano”. Lo ha detto Isabella Ruggiero, presidente dell’Agta - Associazione guide turistiche abilitate, nel corso di un’audizione in commissione Industria e Turismo del Senato. 

“Una grande parte della nostra categoria non è riuscita a usufruire dei bonus perché ne sono rimaste escluse le guide titolari di una pensione anche minima o le guide che erano in maternità nel 2019 – ha spiegato Ruggiero -. Chiediamo che vegano accolte le richieste di modifiche al decreto Ristori che sono state avanzate, affinché le guide possano usufruire di queste indennità”. 

“Il Fondo emergenza turismo ha dato ossigeno alla nostra categoria, ora però la gravissima situazione delle guide con partita Iva rende necessario uno step ulteriore. Nel dl Ristori va accolto l’emendamento che punta ad aumentare il Fondo in modo da destinare una somma più ampia a guide e accompagnatori – ha proseguito la presidente dell’Agta -. La nostra categoria non può essere vista con gli stessi parametri di tanti altri liberi professionisti. Anche se tornassero i turisti, resterebbe il problema dei musei chiusi e delle norme sanitarie. A oggi il nostro è un lavoro impossibile perché si svolge nei i siti della cultura che oggi sono chiusi”. 

Ruggiero ha poi elencato una serie di problemi che attanagliano la categoria: “Alcuni siti hanno riaperto, ma con guide non abilitate. C’è poi la difficoltà di lavorare nelle chiese e chiediamo un intervento del direttore generale Musei del Mibact, Massimo Osanna e del ministro Franceschini per affrontare la questione in maniera seria. C’è poi lo scollamento tra beni culturali e turismo: ciascun museo ha delle proprie regole, è difficile che facciano rete tra loro e questo mette in difficoltà i tour operatori e le agenzie. Serve programmazione. Si tratta di un problema che è stato solo aggravato dalla pandemia perché c’è sempre stato, anche prima dell’emergenza sanitaria. La pandemia rischia di accentuare lo iato tra il turismo basato su alcuni luoghi famosi e tutto il resto meno noto che continua a essere chiuso”. 

Ruggiero si è poi soffermata sulla questione dello scontro di competenze tra Stato-Regioni. “Il Consiglio di Stato ha definitivamente stabilito che le professioni e le abilitazioni sono comunque materia statale. Le guide sono da sette anni senza una legge, serve un decreto legge che in maniera veloce possa risolvere i problemi della categoria. Non possiamo aspettare un disegno di legge che arriverebbe a termine tra altri sette anni”. La presidente dell’Agta ha poi invocato un intervento del Parlamento sul tema del volontariato: “Vanno tolti i volontari che stanno lavorando in esclusiva nei siti pubblici perché danneggiano i professionisti ai quali viene impedito di lavorare”. 

Ruggiero ha concluso il suo intervento con un auspicio: “I fondi che verranno elargiti siano investiti in risorse umane. Nei luoghi della cultura manca personale dai livelli più alti fino ai custodi. Bisogna investire sul capitale umano e sulle competenze, altrimenti i luoghi della cultura resteranno chiusi per sempre”. 

 

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