“Dobbiamo pensare alla cultura come perno della ripresa, come cemento sociale di un mondo post-Covid che va ricostruito, in cui i legami interpersonali dovranno essere riallacciati perché i luoghi della cultura sono soprattutto luoghi di incontro”.  Lo sottolinea il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, in un videomessaggio al dibattito online “A Cultural Deal for Europe” organizzato da Culture Action Europe (CAE), European Cultural Foundation ed Europa Nostra, in cui ha ricordato “l’impatto senza precedenti della crisi del Covid-19 sui nostri sistemi sanitari, sulle nostre economie e sulle nostre vite, ma anche sul mondo della cultura” e  “su numerosi lavoratori e professionisti della cultura, su tanti uomini e donne il cui presente e futuro sono diventati gravemente incerti a causa delle misure di contenimento” introdotte dagli Stati per contenere la diffusione del virus. Sottolinea la speranza “che ogni Stato membro si impegni a garantire alla cultura e al patrimonio culturale il posto fondamentale che meritano nel piano nazionale” di ripresa dalla pandemia.

“La dimensione culturale non è un aspetto secondario delle nostre società”, ricorda ancora Sassoli, “anzi è determinante per la qualità della nostra vita”. Patrimonio culturale, arte figurativa, musica, cinema, spettacolo “non sono aspetti secondari ma contribuiscono ad arricchire la nostra cittadinanza europea e darci personalità”. Con una risoluzione adottata a settembre il Parlamento europeo ha esortato gli Stati membri a riconoscere la necessità di un "massiccio sostegno alla cultura, di dedicarvi una parte significativa delle misure di ripresa economica". E inoltre nei negoziati tra Parlamento e presidenza tedesca al Consiglio Ue “mi sono impegnato ad assicurare un budget più ambizioso per il programma Europa Creativa al fine di continuare a sostenere il settore per i prossimi sette anni”, ha aggiunto il presidente del Parlamento, considerando l’accordo raggiunto come “una testimonianza del nostro impegno a dare voce alle esigenze dei cittadini”.

In chiusura al suo intervento ricorda il ruolo della Conferenza sul futuro dell’Europa che “sarà l’occasione per i cittadini europei di proclamare il loro attaccamento alla creazione culturale e al patrimonio, che sono le fondamenta delle loro identità e delle loro convivenze e della loro speranza". Sarà inoltre un modo per "esplorare anche le modalità con cui conciliare identità e universalità attraverso il progetto europeo e il nostro motto ‘uniti diversità’". L’arte - ha concluso - "ha un potere catartico che può accompagnare la società post-pandemica sulla strada della resilienza".

 

Articoli correlati