“Nel Recovery Fund ho chiesto che gran parte delle risorse destinate ai miei settori siano dedicate alla valorizzazione dei borghi, dei cammini e del paesaggio. Cioè a quell’Italia ‘minore’ che è potenzialmente un grandissimo attrattore di crescita, di creazione di lavoro intelligente e sostenibile e di attrazione turistica”. Lo ha detto il ministro dei Beni culturali e del turismo, Dario Franceschini, intervenuto in videocollegamento alla presentazione del libro “Cibo sovrano: le guerre alimentari globali al tempo del virus” scritto dall’ex ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina. 

“Il cibo, l’agricoltura il paesaggio sono profondamente legati al turismo e alla cultura – ha osservato il titolare del Mibact -. La prima ragione di una meta di viaggio, per molti visitatori è il cibo, questa è una evoluzione del turismo che spero si rafforzi sempre di più. Vivere all’italiana è una delle cose più desiderate nel mondo. In questa immersione esperenziale il cibo è fondamentale perché è parte della nostra tradizione e delle nostre identità locali. E’ un grande attrattore turistico”. 

“Ma il cibo italiano, le tradizioni dei saperi tramandati di generazione in generazione, le stesse tecniche agricole sono anche un pezzo della cultura italiana – ha aggiunto Franceschini -. L’articolo 9 della Costituzione parla di tutela del patrimonio storico-artistico della Nazione e del paesaggio. Il paesaggio italiano è prevalentemente creato dalla mano dell’uomo nella sua bellezza e lo dobbiamo tutelare. Tra le varie conseguenze negative delle tante aree non coltivate, non ci sono solo quelle economiche ed occupazionali di produzione di cibo, c’è anche quella del paesaggio. Perché un paesaggio che non è coltivato diventa più brutto e meno vivo”.

“Nel mondo globale dobbiamo essere competitivi e vincenti puntando sulla qualità, sulle fasce d’eccellenza – ha sottolineato Franceschini -. Finita l’emergenza Covid torneremo ad avere milioni di turisti e quindi dobbiamo puntare sulla qualità dell’offerta, dell’accoglienza per un turista non mordi e fuggi ma rispettoso dell’ambiente, della fragilità dei luoghi e che ha capacità di spesa”. 

“Sto ragionando a un progetto che vorrei chiamare ‘beni culturali viventi’, che sono i saperi, i mestieri e le tradizioni tramandate che vanno tutelati. E l’agricoltura è piena di professionalità e competenze. Se puntiamo sulla qualità diventeremo vincenti”, ha concluso Franceschini. 

 

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