“Il percorso di risanamento virtuosamente seguito nell'ultimo quinquennio, e fino a tutto il 31 dicembre 2019, è stato bruscamente interrotto dall'irrompere della pandemia da Covid; un brusco arresto che ci obbliga, adesso e non oltre, ad un profondo ripensamento delle politiche e degli interventi sul sistema delle Fondazioni lirico-sinfoniche”. È quanto scrive Gianluca Sole, commissario straordinario del Governo per le Fondazioni lirico-sinfoniche, nella seconda relazione del 2020 sul monitoraggio dei piani di risanamento. 

“Dovremo ancora attendere la fine di quest'anno, ovvero la prima parte del prossimo, per avere ogni ulteriore elemento per misurare davvero la gravità e profondità della crisi che ha colpito il sistema delle nostre Fondazioni lirico-sinfoniche – spiega Sole -. Sappiamo già che la capacità commerciale ed operativa delle FLS sarà fortemente pregiudicata ancora per diversi mesi a venire e, è ormai molto probabile, per la gran parte della stagione 2021, con un pesante riverbero negativo destinato a scaricarsi, in primis, sulle loro condizioni economico-patrimoniali e finanziarie di periodo”. Alla chiusura del primo semestre 2020, “le fondazioni non mostrano ancora una condizione di severa sofferenza, per effetto della concomitante e significativa contrazione di alcune delle loro voci di costo tradizionalmente più importanti (quelle in particolare relative al personale ed alle produzioni artistiche), alla sostanziale tenuta della contribuzione pubblica in senso generale e - non per ultimo- al tempestivo intervento delle misure emergenziali governative”. 

Quindi, rileva Sole, “benché l'effetto Covid 19 - ai dati del primo semestre 2020- si palesi visibile solo sul versante dei ricavi, è facile prevedere che il venir meno di buona parte dei cosiddetti ‘ricavi propri’ (biglietteria, sponsorizzazioni, affitti sala, contribuzione privata etc..), a motivo anche della correlata crisi generalizzata dell'economia che investirà pesantemente il prossimo esercizio, potrà essere assorbito e superato medio tempore solo con un vero e proprio piano nazionale di ‘recovery’, tagliato sulla generalizzata condizione di difficoltà che andrà a caratterizzare la condizione economico-finanzi aria di tutte le FLS, anche di quelle non sottoposte alle procedure di risanamento”. 

La pandemia, avverte Sole, “mette ora in pericolo il percorso compiuto verso il risanamento e, in ogni caso, le azioni necessarie al suo completamento: l'equilibrio finanziario di alcune fondazioni, già precario anche in epoca pre-pandemica, per effetto del blocco ovvero della forzata limitazione delle attività imposti dalla legislazione emergenziale potrebbero subire un colpo definitivo. Le misure di sostegno al settore che il Governo ha sinora garantito sono risultate decisive, al fine di determinare risultati di periodo idonei a raggiungere equilibrio economico e tenuta finanziaria anche per le FLS che presentavano condizioni di rischio assai elevato. L'auspicio è che le stesse misure protettive possano permanere per tutto il tempo necessario ad accompagnare le fondazioni in sicurezza fuori dall'attuale fase emergenziale”. Altrettanto decisivo, per assicurare gli equilibri di bilancio, è “che gli enti soci e i privati mantengano appieno l'impegno assunto sul loro apporto finanziario sia in questo esercizio che nel prossimo, confermando quindi il loro contributo nei valori e nei tempi riportati nei rispettivi bilanci di previsione, anche dopo gli assestamenti intervenuti in corso d'anno”. 

Di fronte ad uno scenario di forte incertezza almeno per tutta la stagione 2021, Sole invita “a muoversi sul piano gestionale e della programmazione artistica sulla base di veri e propri ‘piani di contingenza’”. Servirà “operare secondo un criterio gestionale conservativo, da ritenere, nell'attuale congiuntura, assolutamente conforme ai canoni di corretta amministrazione e gestione imprenditoriale”. La selezione dei progetti cui dare seguito “dovrà essere inderogabilmente adeguata e calibrata sulla effettiva   sostenibilità economico-finanziaria. La preliminare valutazione circa l'alea economica delle scelte di gestione e produttive dovrà essere costantemente orientata ad evitare il rischio di determinare uno squilibrio economico-finanziario non recuperabile alle condizioni date”. 

Sul piano operativo, tutto questo “si traduce nella possibilità per le Fondazioni di perseguire programmi di attività a bassissimo rischio, realizzando solo quelli con un'elevatissima probabilità di successo, prossima alla certezza. Tale approccio gestionale conservativo, pertanto, dovrà immancabilmente portare ad annullare ovvero a riprogrammare per un'altra stagione eventuali produzioni ed eventi già deliberati e messi a budget in epoca pre-Covid o prima dell'attuale fase di chiusura al pubblico dei Teatri dell'Opera, laddove gli stessi si rivelino ormai incompatibili con la nuova realtà operativa ed economica e non vi sia più conferma possibile della loro attuale sostenibilità”. 

Per quanto riguarda il futuro, “è presumibile che il rilancio dell'attività delle Fondazioni debba passare anche attraverso la ridefinizione del proprio modello produttivo e delle modalità di proposta dei contenuti artistici (progettualità su nuove tecnologie, nuovi canali e nuove modalità di fruizione delle offerte artistico-culturali) -afferma Sole -: nuove formule potrebbero anzi rivelarsi adatte ora a consentire un'operatività più efficace verso il pubblico e non in perdita economica. In tale prospettiva, ripartire con idee e progetti forti potrebbe richiedere (e legittimare) slanci innovativi e scelte in decisa rottura con il passato, senza per questo snaturare l'insostituibile storia e la missione di tali primarie Istituzioni nazionali”. 

Tra gli obiettivi rinnovati delle Fondazioni, aggiunge Sole, “vi dovrà essere necessariamente anche quello di sfruttare al meglio la loro insostituibile opera culturale ed artistica per la promozione potente dell'immagine dell'Italia e delle sue eccellenze artistico-culturali a livello internazionale. Insomma, l'occasione sembrerebbe propizia per non limitarsi alla ricerca di soluzioni emergenziali e temporanee, ma per proporre, come sopra accennato, un più generale ripensamento del sistema delle FLS in Italia. La ‘nuova partenza’ del sistema, non potrà prescindere da un nuovo e straordinario intervento di carattere normativo e finanziario da parte dello Stato sul sistema delle FLS. Intervento che dovrebbe essere ipotizzato e progettato in tempo utile, ad esempio, per l'efficace e strategico impiego delle risorse straordinarie che saranno rese disponibili dall'Europa con il Recovery Fund”. 

Come tutte le crisi gravi e profonde, rimarca Sole, “anche quella del Covid-19 ha dischiuso sotto la spinta della necessità alcune opportunità che potrebbero diventare rilevantissime. Prima fra tutte quelle di un moderno utilizzo della tecnologia digitale sia sul fronte produttivo che su quello della commercializzazione delle proprie produzioni; ovvero dell'impiego e sfruttamento concorrente delle stagioni estive che molte FLS hanno creativamente  progettato o riprogettato, con significativi spazi di crescita del proprio pubblico, aprendo così la strada a nuove forme di diffusione della cultura e dell'arte che saranno in futuro  meritevoli di riflessioni e conseguenti progettualità”. 

Sole, infine, solleva un tema normativo “carico di urgenza e non oltre differibile” riguardante la scadenza dei termini di risanamento delle Fondazioni fissata dalla Legge Bray al 2020. Un termine che va rivisto perché, afferma, “non appare francamente ragionevole e corretto, anche sul piano tecnico, affidare un così definitivo giudizio sulla situazione e la vita di tali Enti assumendo quale decisivo parametro di riferimento un periodo gestionale del tutto stravolto e condizionato dagli effetti della pandemia. E ciò, ancor più, considerando gli obiettivi risultati conseguiti dall'azione di risanamento nell'ultimo quinquennio, ben riscontrabili nei Bilanci dello scorso anno”.

 

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