“E’ chiara l’importanza che ha il Mediterraneo per l’Italia, il Governo è impegnato a rafforzare i legami con i paesi dell’area e iniziative di cooperazione culturale come questa rappresentano un segnale prezioso del nostro impegno, che siamo felici di condividere con l’Unesco”. Lo ha detto la viceministra agli Esteri, Marina Sereni, intervenendo al seminario conclusivo della prima edizione della International School of Cultural Heritage della Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali. L’edizione 2019 è stata dedicata ai siti archeologici del Mediterraneo con un focus specifico su tre aree: conservazione del patrimonio, uso delle tecnologie, sviluppo economico-sociale.

“L’Italia sostiene le misure archeologiche di conservazione come strumento per migliorare i rapporti tra Stati - prosegue Sereni -. Abbiamo sostenuto il progetto della Fondazione con un focus sui Paesi del Mediterraneo, dove operano la maggior parte delle missioni archeologiche italiane all’estero” con l’obiettivo di “creare scambi culturali e favorire la formazione del personale locale”. Il questo senso, il sostegno della Farnesina “è basato su un approccio multidisciplinare che mira a favorire una cooperazione tra studiosi, ricercatori, istituzioni e realtà dei Paesi ospitanti - sottolinea la viceministra -. Nonostante la minaccia della pandemia le missione italiane sono riuscite a portare avanti le ricerche. Le missioni rappresentano attività scientifiche di grande importanza e sono uno strumento valido per formare gli operatori locali”.

Protezione, salvaguardia e sviluppo del patrimonio culturale sono settori in cui “l’Italia occupa a livello internazionale posizioni di eccellenza. La protezione e la salvaguardia del patrimonio sono di importanza fondamentale per l’umanità e rappresentano uno strumento fondamentale di dialogo, inclusione e pace”, conclude Sereni sottolineando che “il nostro Paese ha una lunga esperienza sulla conservazione e sul restauro del patrimonio e sulla lotta al traffico illecito con le attività internazionali dei Carabinieri Tpc. Un programma utile come questo ci consentirà di aprire la strada a future iniziative di cooperazione”.

 

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