“Un programma ambizioso”. Così Ernesto Ottone Ramirez, direttore per la Cultura dell’Unesco, definisce l’International School of Cultural Heritage - progetto della Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali - per la prima edizione dedicata ai siti archeologici del Mediterraneo. Una regione “ricca di patrimonio culturale e una delle aree più visitate”, afferma intervenendo al seminario conclusivo del progetto. “I siti archeologici hanno un profondo significato per l’umanità e l’Unesco riconosce il valore vitale di proteggerli per il futuro”, prosegue Ottone Ramirez ricordando le “crescenti minacce al patrimonio: la rapida urbanizzazione, il degrado ambientale, i disastri naturali, il cambiamento climatico, i conflitti e il turismo di massa”. Secondo il rappresentante dell’Unesco “non possiamo dimenticare che i siti archeologici non sono risorse rinnovabili, ma rendono essenziale la gestione continua e la conservazione. L’Unesco promuove la promozione dei siti attraverso una gestione coordinata. Ogni sito deve avere un piano sistematico che tiene conto delle risorse disponibili, delle normative nazionali”.

La pandemia ha portato a “una crisi senza precedenti che ha portato alla chiusura dei siti archeologici - spiega Ottone Ramirez -. Al picco della pandemia il 92% dei siti era chiuso e questo ha comportato un calo delle entrate, un impatto sulle comunità locali, ha creato difficoltà per l’economia”. Ora alcuni “siti sono stati riaperti ma la situazione continua a essere volatile per le nuove misure restrittive. La crisi - sottolinea il direttore per la Cultura dell’Unesco - ci sta costringendo a riflettere sulle strategie sostenibili, sulla resilienza” e sulle opportunità del “digitale per forgiare il futuro. I siti stanno esplorando l’innovazione digitale, che può contribuire a migliorare il monitoraggio e la conservazione, ma dobbiamo riconoscere che il Covid ha approfondito il gap digitale e che l’innovazione non è una soluzione unica per tutti”. Sarà necessario “favorire la collaborazione per rispondere alle attuali sfide che il patrimonio deve affrontare. Le conoscenze e le capacità scambiate in questo programma ci aiuteranno a rafforzare la gestione del patrimonio. L’Unesco è impegnato nel collaborare insieme a voi in questo sforzo”, conclude Ottone Ramirez.

 

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