“Una delle sfide del futuro è realizzare nel campo della cultura quello che si è realizzato nella sanità. Da anni nel nostro Paese abbiamo integrato tra loro l’esperienza universitaria, cioè le facoltà di medicina e chirurgia, con quella degli ospedali. Sono moltissime le città italiane in cui questa integrazione consente di dare agli ospedali dei giovani che fanno ricerca, innovano e portano entusiasmo e alle università di offrire ai propri studenti e specializzandi la possibilità di sperimentare sul campo. In Italia abbiamo da un lato molte facoltà universitarie che si occupano di beni culturali e dall’altro Soprintendenze e musei radicati sul territorio. L’integrazione di queste due esperienze può offrire una enorme possibilità di ricerca, formazione e innovazione”. Lo ha detto il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, intervenuto al seminario finale della prima edizione della International School of Cultural Heritage della Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali. 

Il titolare del Mibact ha poi sottolineato l’importante lavoro dalla Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali: “Offre formazione, ma permette anche un importante scambio reciproco di esperienze nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio culturale. Un campo nel quale l’Italia esercita un ruolo di leadership”, ha detto Franceschini che ha aggiunto: “Sin da subito l’idea della Scuola è stata finalizzata in due campi. Innanzitutto, consentire di avere un luogo dove le formazioni scolastiche e universitarie di base si trasformano in una specializzazione finalizzata ai soprintendenti e ai direttori dei musei del futuro. Per questo abbiamo anche introdotto una nuova norma nel nostro ordinamento che consentirà di dare uno sbocco certo attraverso la forma del corso concorso che non c’è mai stata nel settore dei beni culturali". 

La seconda attività della Scuola è di carattere internazionale. “L’Italia ha sempre offerto luoghi di formazione ad ospiti stranieri. Abbiamo deciso di mettere a sistema questo percorso per formare delle classi dirigenti che nei propri paesi si occuperanno di cultura”, ha rimarcato Franceschini che ha così concluso: “Siamo solo all’inizio. Doteremo la Scuola di una sede importante e prestigiosa e crescerà come mezzi e risorse perché dovrà ampliare queste molteplici attività”.

 

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